Neo sospetto: meglio toglierlo subito o basta tenerlo sotto controllo?
A cura di Floria Bertolini - Dottoressa specialista in Dermatologia
Pubblicato il 23/09/2022
Aggiornato il 20/03/2026 Un neo dall'aspetto poco rassicurante va asportato allo scopo di comprenderne, attraverso l'esame istologico, la natura. Non è però necessario procedere tempestivamente, ma è possibile attendere fino a sei mesi (non di più!) per farne ricontrollare l'evoluzione.
Una domanda di: Fabiana
Buongiorno dottoressa, sono una ragazza di 26 anni ho da circa 2 anni un neo marrone molto scuro sulla gamba dx altezza ginocchio sempre stato piccolo (2mm circa) ed abbastanza omogeneo, da circa 1 anno forse anche meno ho notato un leggero ingrandimento ed è come se il neo stesse pian piano perdendo la sua forma d’origine ora misura circa 3mm. Sono andata da 2 dermatologi, il primo vuole asportarlo ed esaminarlo, il secondo mi ha detto che posso controllarlo fra 6 mesi e valutare: non ci capisco niente dato le due diagnosi opposte ed ho molta paura possa trattarsi di qualcosa di molto grave dato che si parla di esame istologico. Allego foto effettuata dal dermatologo. La ringrazio.

Floria Bertolini
Gentile Fabiana, le due diagnosi che le sono state fatte non sono opposte tra loro: entrambi i colleghi hanno ritenuto il suo neo non tranquillo e per questo il primo dei due specialisti ha proposto subito di asportarlo e verificare se il cambiamento di dimensioni riferito e l’aspetto clinico e dermoscopico riscontrati corrispondessero ad una atipia anche microscopica, che si accerta con l’esame istologico. Il neo è di piccole dimensioni, in una sede di scarso interesse estetico, e tutto questo le avrebbe evitati follow-up ravvicinati e, se confermata l’atipia della neoformazione, avrebbe saputo subito di cosa si trattava. Se il nevo è tranquillo: una piccola cicatrice e non avrebbe dovuto altro da fare. Se fosse, nell’ipotesi peggiore, un melanoma – possono anche esservi nevi con vari gradi di atipia -, dall’istologia si avrebbero le indicazioni per la gestione successiva. Per neoformazioni così recenti e piccole spesso l’asportazione chirurgica permette la diagnosi e contemporaneamente è essa stessa la terapia. Altrimenti si ha indicazione ad effettuare una asportazione un po’ più ampia o più raramente altre indagini. Anche il secondo dermatologo non ha ritenuto tranquillo il neo e le ha consigliato una visita di controllo ravvicinato – non la visita annuale dei nei, con carattere preventivo -, per osservare il comportamento del nevo, per evitarle la cicatrice, se possibile. In base alle variazioni che noterà in sei mesi, le proporrà o un controllo ulteriore a breve, oppure l’asportazione per verificare se le variazioni cliniche riscontrate troveranno nell’istologia (lo studio microscopico della lesione) un chiarimento e le indicazioni alla gestione futura della neoformazione asportata. Mi sembra di cogliere nella sua lettera molta preoccupazione, forse perché ha un po’ di timore di essere sottoposta ad un intervento chirurgico. Si tratterrebbe di un interventino in anestesia locale, esattamente come quella che viene fatta dal dentista. Poi non sentirà male durante l’asportazione e la sutura. Quando l’effetto dell’anestesia passerà nelle ore successive, avvertirà un po’ di brucione per alcune ore. Effettivamente non potrà fare la doccia i giorni successivi per non bagnare la medicazione e dovrà evitare di fare attività fisica fino a quando non le asporteranno i punti per avere una cicatrice con risultato estetico migliore. Piccole cose e si toglierà tanta ansia. Altrimenti faccia assolutamente il controllo non oltre i sei mesi. Cordiali saluti.
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