Neonatino nato fortemente pretermine con BPD: quale prognosi?

A cura di Claudio Migliori - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 14/11/2023 Aggiornato il 14/11/2023

La displasia broncopolmonare (BPD) è una complicanza della prematurità il cui esito non è sempre facilmente prevedibile. Solo il passare del tempo potrà permettere d capire cosa accadrà al bambino.

Una domanda di: Mia
Vorrei solo un parere. Capisco che è difficile rispondermi. Si tratta di un bambino nato fortemente prematuro (esattamente a 28 settimane, ho rotto il sacco a 25 settimane e sono stata ricoverata per 3 settimane con poco liquido fino a quando sono iniziate le contrazioni, durante il ricovero abbiamo fatto terapia per maturazione polmonare) e ricoverato in terapia intensiva neonatale da 30 giorni. I dottori non ci danno speranze, ci hanno detto che la situazione dei polmoni è tragica. Si parla di brancodiplasia polmonare severa. Lui ha costantemente bisogno di ossigeno (70%) nonostante le terapie (cortisoni, ossido nitrico e così via). Non riescono proprio ad estubarlo. Peso attuale 1300 kg, peso nascita 1100. Secondo lei è possibile che con il passare del tempo i polmoni possano aprirsi? Magari arrivando alle settimane giuste di gestazione? Grazie anticipatamente

Claudio Migliori
Claudio Migliori

Buongiorno,
la situazione del bambino, desumibile dalla descrizione che lei riporta nella lettera, è sicuramente grave e con un discreto rischio sia per la sopravvivenza che, in caso di miglioramento, per il benessere futuro che potrebbe risultare afflitto da limitazioni fisiche e complicanze a carico del sistema cardio-respiratorio.
La displasia broncopolmonare (BPD) è una complicanza della prematurità che ha, però, origini multifattoriali (genetiche, infettive, anatomiche, ecc.). Si manifesta con vari gradi di compromissione dell’attività respiratoria e il cui esito non è sempre facilmente prevedibile. Nel suo caso, peraltro, non si può escludere che il poco liquido amniotico e la prematura rottura delle membrane possano avere avuto una certa influenza nell’insorgenza e nell’evoluzione di questa patologia. Dal punto di vista clinico è certo che l’alto fabbisogno di ossigeno persistente dopo un mese dal parto sia un indice prognostico piuttosto svantaggioso. Rispondere alla sua domanda non è semplice, anche perché la displasia broncopolmonare non è definibile come un polmone “chiuso” (che si può aprire), bensì indica un tessuto polmonare in cui la parte deputata allo scambio gassoso (gli alveoli) non si è adeguatamente sviluppata ed è stata sostituita da tessuto fibroso che non permette un idoneo trasferimento di ossigeno e anidride carbonica da e verso il circolo sanguigno. Il passare del tempo può risultare vantaggioso, ma l’evoluzione dipende dalla progressione del processo infiammatorio che sta alla base della BPD. Se da un lato, quindi, si potrebbe osservare uno sviluppo positivo del tessuto polmonare, almeno di quello non ancora intaccato dal processo fibrotico, che permetterebbe di assicurare uno scambio gassoso che, seppure non ottimale, consentirebbe la sopravvivenza e una crescita adeguata, d’altro canto il persistere a lungo termine della necessità di ventilazione artificiale potrebbe essere concausa della irreversibilità della patologia, vanificando i trattamenti e le terapie messe in atto. Ritengo, quindi, che nella situazione attuale non sia possibile esprimere con un certo grado di affidabilità una prognosi appropriata.
Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti