Neonatino nato fortemente pretermine con BPD: quale prognosi?

A cura di Claudio Migliori - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 14/11/2023 Aggiornato il 06/03/2026

La displasia broncopolmonare (BPD) è una complicanza della prematurità il cui esito non è sempre facilmente prevedibile. Solo il passare del tempo potrà permettere d capire cosa accadrà al bambino.

Una domanda di: Mia
Vorrei solo un parere. Capisco che è difficile rispondermi. Si tratta di un bambino nato fortemente prematuro (esattamente a 28 settimane, ho rotto il sacco a 25 settimane e sono stata ricoverata per 3 settimane con poco liquido fino a quando sono iniziate le contrazioni, durante il ricovero abbiamo fatto terapia per maturazione polmonare) e ricoverato in terapia intensiva neonatale da 30 giorni. I dottori non ci danno speranze, ci hanno detto che la situazione dei polmoni è tragica. Si parla di brancodiplasia polmonare severa. Lui ha costantemente bisogno di ossigeno (70%) nonostante le terapie (cortisoni, ossido nitrico e così via). Non riescono proprio ad estubarlo. Peso attuale 1300 kg, peso nascita 1100. Secondo lei è possibile che con il passare del tempo i polmoni possano aprirsi? Magari arrivando alle settimane giuste di gestazione? Grazie anticipatamente

Claudio Migliori
Claudio Migliori

Buongiorno,
la situazione del bambino, desumibile dalla descrizione che lei riporta nella lettera, è sicuramente grave e con un discreto rischio sia per la sopravvivenza che, in caso di miglioramento, per il benessere futuro che potrebbe risultare afflitto da limitazioni fisiche e complicanze a carico del sistema cardio-respiratorio.
La displasia broncopolmonare (BPD) è una complicanza della prematurità che ha, però, origini multifattoriali (genetiche, infettive, anatomiche, ecc.). Si manifesta con vari gradi di compromissione dell’attività respiratoria e il cui esito non è sempre facilmente prevedibile. Nel suo caso, peraltro, non si può escludere che il poco liquido amniotico e la prematura rottura delle membrane possano avere avuto una certa influenza nell’insorgenza e nell’evoluzione di questa patologia. Dal punto di vista clinico è certo che l’alto fabbisogno di ossigeno persistente dopo un mese dal parto sia un indice prognostico piuttosto svantaggioso. Rispondere alla sua domanda non è semplice, anche perché la displasia broncopolmonare non è definibile come un polmone “chiuso” (che si può aprire), bensì indica un tessuto polmonare in cui la parte deputata allo scambio gassoso (gli alveoli) non si è adeguatamente sviluppata ed è stata sostituita da tessuto fibroso che non permette un idoneo trasferimento di ossigeno e anidride carbonica da e verso il circolo sanguigno. Il passare del tempo può risultare vantaggioso, ma l’evoluzione dipende dalla progressione del processo infiammatorio che sta alla base della BPD. Se da un lato, quindi, si potrebbe osservare uno sviluppo positivo del tessuto polmonare, almeno di quello non ancora intaccato dal processo fibrotico, che permetterebbe di assicurare uno scambio gassoso che, seppure non ottimale, consentirebbe la sopravvivenza e una crescita adeguata, d’altro canto il persistere a lungo termine della necessità di ventilazione artificiale potrebbe essere concausa della irreversibilità della patologia, vanificando i trattamenti e le terapie messe in atto. Ritengo, quindi, che nella situazione attuale non sia possibile esprimere con un certo grado di affidabilità una prognosi appropriata.
Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bimbo prematuro con rientranze intercostali: che fare?

15/07/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Se gli accertamenti eseguiti alla nascita di un prematuro escludono problemi anatomo-funzionali, è sufficiente che eventuali anomalie del torace, visibili ma non associate a particolari sintomi, vengano monitorate per alcune settimane. Dopodiché si potrà decidere se sottoporre il neonato ad altre indagini....  »

Bimbo nato prematuro: è corretto il suo sviluppo cognitivo e neuromotorio?

13/02/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Non è possibile formulare un parere sullo sviluppo neurocomportamentale di un bambino basandosi solo su quanto viene riferito a distanza, senza avere la possibilità di valutare dati oggettivi ottenuti da indagini specifiche.  »

Ossigenoterapia in un bimbo di 12 mesi (nato prematuro): come fare lo “svezzamento”?

23/01/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

L’ossigenodipendenza ancora necessaria all’anno di vita indica che i polmoni non sono ancora efficienti. Per i piccoli pazienti in questa situazione non può esistere un unico protocollo gestionale perché sono tante le possibili variabili presenti nei singoli casi.   »

Bimbo nato prematuro con broncodisplasia severa: quando potrà fare a meno dell’ossigeno?

19/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Non è quasi mai possibile prevedere quando un piccolissimo con un severo problema all'apparato respiratorio potrà rinunciare al supporto dell'ossigeno.   »

Bimbo nato pretermine che a 18 mesi cresce poco

16/10/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'aumento di peso nei primi anni di vita è importante, ma dopo i 12-18 mesi quello che conta ancora di più è che il bambino cresca in modo armonico anche sotto il profilo neuro evolutivo.  »

Le domande della settimana

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Placenta previa: può ripresentarsi anche nella seconda gravidanza?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada.   »

6^ settimana e l’embrione in ecografia non si vede: cosa sta succedendo?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene.  »

TSH alto in gravidanza: c’è da preoccuparsi?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox.   »

Ridatazione della gravidanza gemellare e grande differenza di crescita tra i due bambini

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio.   »

Toxoplasmosi: si può stare tranquille con le IgG e le IgM positive?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità".   »

La pillola funziona dopo un mese?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione.   »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti