A cura di “La Redazione”Pubblicato il 21/11/2017Aggiornato il 16/06/2026
Può capitare di non fare sempre il meglio riguardo le abitudini legate al sonno del bambino, tuttavia non è mai produttivo sviluppare sensi di colpa. Si può invece aggiustare il tiro, con dolcezza e gradualità.
Una domanda di: Martina Cara dottoressa,
credo di aver sempre sbagliato tutto con il mio bambino e quindi ora, solo ed esclusivamente per colpa mia, la sera non vuole saperne di addormentarsi nel suo lettino. Io l’ho sempre fatto addormentare nel mio letto, ma adesso sono stanca della situazione anche perché non ho più una vita di coppia. Come posso fare? Mi aiuti per favore! Lui ha 18 mesi….
Angela Raimo
Cara mamma,
può provare a inserire la sera la lettura di una fiaba, dopo averlo sdraiato nel suo lettino. Senza ansia e senza soprattutto avere fretta, perché questi cambiamenti così radicale richiedono pazienza e gradualità. Diversamente si rischiano ribellioni, intemperanze, pianti come espressione di un disagio legato proprio alla fine di abitudini piacevoli ormai radicate. Una volta messo nel lettin si sieda vicino a lui e lo accarezzi, in modo da fargli sentire che lei c’è. Potrebbe azionare
anche un carillon, utile per conciliare il sonno. Prima di metterlo aletto
è bene adottare uno schema di accompagnamento al sonno (il famoso “rituale
della nanna”) che conviene mantenere sempre identico, perché è questo il
modo per favorire il rilassamento del bambino. Un esempio di schema è:
bagnetto-cena-(biberon di latte?)-accensione della lucina della
notte-carrillon-lettino-carezze della mamma. Non parli comunque di “colpa” e di errori a
proposito del lettone: è andata così e anche se sarebbe meglio che il bambino dormisse nel suo lettino accanto ai genitori e non nello stesso letto ormai è andata così ed è inutile rammaricarsi.
Del resto, durano così poco i figli piccoli, cara mamma,
che non ha senso lesinare a se stessi la gioia di coccolarli, anche se è vero che poi bisogna fare i conti anche con la necessità – indotta dalla stanchezza e dal lecito desiderio di riprendersi l’intimità di coppia – di far imparare al bambino che “ognuno ha il proprio letto”. A sua disposizione, se le occorrerà.
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