Se a due anni e mezzo il bambino si comporta in modo vistosamente anomalo è opportuno valutare con il pediatra l'opportunità di richiedere un parere del neuropsichiatra infantile.
Una domanda di: Nora Salve, ho un bimbo di 2 anni e mezzo che spesso ha degli atteggiamenti che non so se siano normali. Cioè spesso va avanti indietro e dà le testate e adesso ha cominciato a mordere e lo fa in continuazione. Non parla non dice neanche mamma e papà quindi faccio fatica a comunicare con lui. Grazie.
Angela Raimo
Gentile signora,
innanzi tutto va detto che lo sviluppo del linguaggio varia molto da bambino a bambino e che ogni singolo bambino impara a parlare secondo modalità e tempi propri. Premesso questo, a due anni la maggior parte dei bambini utilizza in modo appropriato almeno un centinaio di parole. Esistono comunque i cosiddetti “parlatori tardivi” che iniziano a esprimersi più avanti rispetto alla media, senza che questo esprima la presenza di un problema che investe la capacità di apprendimento e, più avanti, di ragionamento. Comunque sia, in una valutazione generale, non si prende in considerazione solo il numero di parole apprese e pronunciate, ma anche tutta una serie di abilità raggiunte o non raggiunte. Il suo bambino obbedisce a piccoli ordini, come “portami la palla”, “prendi il cucchiaino”, vieni con me che andiamo a lavarci”? Presta attenzione quando gli si parla o gli si legge una fiaba? Si concentra su un gioco? Dimostra di divertirsi quando sente una canzoncina? Accenna i movimenti del ballo in risposta a una musichetta allegra? Porge gli oggetti quanto gli si chiede di farlo? Riconosce prontamente i familiari? Abbraccia e sorride in maniera adeguata alla circostanza? Sono tutte domande di cui io non ho la risposta e senza queste risposte non mi è possibile formulare alcuna ipotesi. Mi chiedo tuttavia quale sia l’opinione del pediatra di famiglia, che credo abbia effettuato i controlli nell’arco di questi due anni e mezzo: ha rilevato qualche anomalia? Dovrei inoltre sapere se questo bimbo frequenta il nido e, in questo caso, se le educatrici hanno segnalato (e vi hanno comunicato) la presenza di un problema. Se non va al nido, con chi trascorre le giornate? Cara mamma, ho davvero troppe poche informazioni per potermi esprimere. La invito senz’altro a contattare al più presto il suo pediatra, per una valutazione del bambino che riguardi tutte le competenze raggiunte (motorie, cognitive, affettive) e per prendere in considerazione l’opportunità di richiedere il parere di un neuropsichiatra infantile. Con cordialità.
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