L'infiammazione di una ghiandolina situata nella palpebra è causata da un batterio, quindi si cura con una pomata antibiotica. Nei mesi dell'attesa, è d'obbligo ricorrere al trattamento solo se strettamente necessario.
Una domanda di: Roberta
Buon giorno, questa mattina mi sono svegliata con un occhio gonfio verso la palpebra inferiore e dolorante. Ho sofferto più volte di orzaiolo in passato e credo sia anche adesso il caso. Sono incinta di 30 settimane, ci sono problemi o pericoli per la gravidanza o il bimbo? Grazie. Di solito faccio impacchi con camomilla.

Luca Rossetti
Buon giorno,
l’orzaiolo è un’infezione acuta di una ghiandolina che si trova nella palpebra, dovuta ad un batterio, spesso uno stafilococco. E’ un problema piuttosto comune, soprattutto nei soggetti con blefarite cronica (infiammazione delle palpebre). Si manifesta con arrossamento di solito localizzato sul bordo della palpebra ed un lieve rigonfiamento che, se toccato, può dare un certo dolore o bruciore. La terapia si basa su un unguento a base di antbiotico che viene posto sul bordo della palpebra per qualche giorno. Nel suo caso, visto che è in gravidanza, è preferibile considerare la terapia soltanto quando ve ne sia reale necessità, in quanto potenzialmente tutti farmaci possono entrare in circolo ed avere effetti che è meglio evitare in quel particolare periodo; sebbene il rischio per il feto sia estremamente basso. Si raccomanda pertanto buon senso e certamente gli impacchi a base di camomilla, come si dice, “male non fanno”. Con cordialità.
un caro saluto
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Pubblicato il 12.5.2020
Aggiornato il 15.4.2026
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti