Il termine "ipercheratosi" definisce un ispessimento della mucosa che riveste il collo dell'utero.
Una domanda di: Selene Ho eseguito un pap test ed è risultato che ho l’ipercheratosi. Premetto che anni fa ho avuto un raschiamento dell’utero a fronte di un
aborto. Sono un po’ preoccupata perché ho letto svariate motivazioni per questo problema e non vorrei che vi fosse qualche infezione in corso. Cosa
posso fare?
Dottor Filippo Murina
Gentile Signora,
stia tranquilla perchè l’evidenza di ipercheratosi nel pap test non ha nessun significato di malattia. Il pap test rimane a tutt’oggi uno dei più importanti test di screening per evidenziare precocemente alterazioni precancerose riguardanti il collo dell’utero.
La refertazione dell’esame identifica alcune categorie che definiscono un test anomalo, come le sigle LSIL od HSIL, che suggeriscono un approfondimento diagnostico tramite esami di secondo livello come la colposcopia.
La definizione “ipercheratosi” è una reperto accessorio che identifica un processo di modificazione evolutiva del tessuto di rivestimento della cervice che non ha nessuna correlazione con un’anomalia precancerosa dell’esame, ma descrive solo una sorta di maturazione differente dello strato superficiale della mucosa. In altre parole, quello che conta in relazione all’esito di questa indagine è che il risultato sia negativo. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non ci sono sintomi particolari, anche se il pap test evidenzia un'ipercheratosi, non è obbligatorio effettuare un tampone per capire se quanto riscontrato dipende da un'infezione. »
Il termine "flogosi" vuol dire infiammazione. Viene definita "flogosi granulocitaria" un'infezione contro cui l'organismo ha dispiegato numerosi granulociti, che sono un tipo di globuli bianchi. »
Dopo l'esecuzione del pap test, la comparsa di piccole perdite di sangue anche associate a fitte al basso ventre non deve allarmare e non richiede di rivolgersi al pronto soccorso. In genere, la situazione si risolve nell'arco di 48 ore. »
Un collo dell'utero sottoposto a due successivi interventi può sanguinare per vari giorni, anche in seguito a stimolazioni come quelle determinate da un rapporto sessuale. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »