Pap test dopo il parto: si può rimandare?
A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 03/01/2021
Aggiornato il 09/04/2026 Rimandare di qualche mese l'esecuzione del pap test, nel caso in cui non ci siano motivi particolari per effettuarlo inderogabilmente dopo identici intervalli di tempo, si può.
Una domanda di: Maria
Buongiorno ho effettuato l’ultimo pap test a ottobre 2019, negativo (diceva solo alterazioni cellulari benigne per flogosi, dicitura che ho sempre avuto in tutti i pap test che ho eseguito e che il ginecologo mi ha detto di stare tranquilla). A novembre 2019 resto incinta per la seconda volta e partorisco ad agosto 2020. Durante la visita post parto ho chiesto quando avrei dovuto fare la seguente visita ginecologica e il pap test e il ginecologo ha detto “con calma dopo che sarà tornato il capoparto”. Il problema è che il capoparto mi è poi tornato a soli 3 mesi dal parto, nonostante l’allattamento esclusivo al seno e da allora ho già avuto un ulteriore ciclo a distanza di 50 giorni dal capoparto. La mia domanda è: avendo comunque fatto il pap test a ottobre 2019 e la visita post parto a settembre 2020 quindi recentemente ( ove andava tutto bene) posso rimandare visita e pap test a marzo o aprile 2021? O bisogna per forza fare il pap test e visita immediatamente dopo il capoparto? Lo chiedo perché fino a marzo non ho nessuno che possa tenermi il bimbo quindi se non fosse urgente preferirei ovviamente rimandare in modo da poter andare alla visita da sola senza portarmi dietro il bimbo piccolo (vista anche la pandemia in corso). Preciso che tutti i pap test eseguiti fino ora sono semrpe stati negativi e non ho problemi ginecologici (a parte un piccolo fibroma sottosieroso di 2 cm che il ginecologo dice essere insignificante). Grazie.

Dottor Gaetano Perrini
Gentile signora,
il paptest o citologico vaginale è un esame di screening per il cervico carcinoma. L’importanza di questo esame deriva dal fatto che permette di evidenziare i precursori della malattia tumorale del collo dell’utero ed è per questo definito esame di screening. La sensibilità e la specificità di questo esame, cioè la sua capacità di evidenziare dei precursori della malattia è molto elevata.
La malattia normalmente ha un’evoluzione estremamente lunga tanto che le organizzazioni che si occupano dello screening suggeriscono un intervallo tra un esame e l’altro in assenza di altre situazioni di rischio, ogni tre-cinque anni.
Da quel che io comprendo lei non ha fattori di rischio pertanto può sicuramente aspettare qualche mese per ripetere il suo esame citologico vaginale. Sperando di essere stato utile, la saluto con cordialità.
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