E' normale che una bimba di 32 mesi non sia particolarmente espansiva con chi non conosce o anche si rifiuti di salutare e di pronunciare anche solo una parola. Forzarla affinché cambi atteggiamento non sarebbe opportuno.
Una domanda di: Filomena Grazie dottoressa per la sua risposta. E’ stata molto esaustiva. Le riscrivo perché mi ha colpito il fatto che mi abbia specificato di non costringere la bimba a rispondere a chiunque le rivolga la parola. Cecilia infatti non parla mai con chi non conosce , addirittura non saluta gli estranei. Sembra sempre “studiare” gli altri e solo con alcune persone entra in confidenza e rivolge la parola, sempre dopo un po di tempo però. Anche questo è dovuto all’eventuale insicurezza di cui mi parlava? Mi è sempre sembrata una bimba serena, pur avendo un po’ sofferto il distacco con me perché io lavoro e lei frequenta l’asilo nido. Forse ho sbagliato qualcosa? Grazie ancora.
Luisa Vaselli
Cara mamma,
quello che descrive riguardo il comportamento di Cecilia con gli estranei è del tutto sano e normale. E’ più che giusto che la sua piccola prenda confidenza a poco a poco, dopo aver studiato le persone che non conosce, e si rivolga solo a chi le ispira più simpatia e fiducia: anche noi facciamo lo stesso! L’ho invitata a non forzare la sua bambina a parlare con gli estranei, perché l’apertura verso gli altri si raggiunge attraverso processi di socializzazione che devono avvenire in modo armonico e sarebbe inopportuno (e inutile) voler accelerare esercitando pressioni. Per quanto riguarda la questione dell’insicurezza che può favorire la balbuzie transitoria, è una condizione piuttosto comune che non è automaticamente espressione di un errore commesso dalla mamma. Tenga presente che è la stessa poca padronanza del linguaggio – assolutamente giustificata dall’età (stiamo parlando di una bimba che non ha ancora tre anni!) – ad alimentare quell’incertezza che a sua volta può favorire l’inciampo delle parole. Posto questo, difficilmente un bambino che non ha ancora tre anni è sicuro di sé, parla in modo fluido e disinvolto con tutti quelli che incontra, subisce il distacco dalla mamma senza risentirne per nulla: Cecilia è una bambina e si comporta da bambina. Per finire, lei mi chiede “ho sbagliato qualcosa?”. La mia risposta non può che essere: Sì, certamente ha sbagliato qualcosa. Come ho sbagliato io con i miei bambini, come tutte le mamme del mondo hanno sbagliato e continuano a farlo, perché la mamma perfetta non esiste. Ma attenzione, si tratta di una fortuna: immagini che peso enorme sarebbe per i figli averne una così! Quello che conta, e questo vale in generale, è saper riconoscere i propri errori e soprattutto saper chiedere scusa ai figli quando si commettono. E’ solo in questo modo che si trasmette un esempio di rigore intellettuale unito a un messaggio di amore, destinati a dare i loro frutti nel tempo. Con cordialità.
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