Paroxetina in vista del concepimento: si può assumere?

Dottor Antonio Clavenna A cura di Dottor Antonio Clavenna Pubblicato il 29/11/2022 Aggiornato il 29/11/2022

I disturbi depressivi e d'ansia, se non trattati adeguatamente, possono avere conseguenze più negative di quelle a cui potrebbero esporre gli psicofarmaci che le controllano.

Una domanda di: Jessica
Sto assumendo 10 mg di paroxetina al momento e, in alcuni periodi, 20 mg … Io e il mio compagno vorremmo avere un figlio: sono compatibili le due cose?
Antonio Clavenna
Antonio Clavenna

Gentile Jessica, gli studi sulla sicurezza d’uso in gravidanza della paroxetina non sono giunti a risultati conclusivi. Alcuni studi hanno osservato un aumento del rischio di malformazioni, in particolare di difetti cardiaci, non confermato però da altre analisi. In ogni caso, si stima che la probabilità di anomalie cardiache nel neonato in seguito all’uso di paroxetina in gravidanza sia al massimo il 2%, poco superiore alla frequenza (1%) con cui sono osservate nei neonati, indipendentemente dall’esposizione in gravidanza a farmaci. Si tratterebbe, quindi, di un piccolo aumento di rischio. Se assunta nella seconda metà della gravidanza, la paroxetina, come anche altri antidepressivi della stessa classe, potrebbe aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato. Anche in questo caso si tratta di risultati non conclusivi e di un rischio molto basso (la frequenza con cui compare questa malattia è di 2-3 casi ogni 1000 neonati). Occorre considerare che anche i disturbi depressivi e d’ansia, se non adeguatamente trattati, possono avere una ricaduta negativa sulla gravidanza e che in alcuni casi gli eventuali rischi dovuti ai farmaci antidepressivi sono minori dei benefici per il benessere della mamma e del feto. Non c’è quindi una controindicazione assoluta all’uso di paroxetina in gravidanza. Qualsiasi valutazione sulla terapia deve essere, comunque, fatta dal medico curante e dal ginecologo. Cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Bimba di sette mesi con piccolissime cisti dei plessi corioidei

02/02/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

In generale la sola presenza di cisti dei plessi corioidei, anche se richiede controlli non desta preoccupazione. Diverso è il caso in cui, in prossimità dei plessi corioidei, si sviluppano le cosiddette cisti aracnoidee.  »

Un solo neo, tre pareri specialistici diversi: a chi credere?

31/01/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

Ogni specialista ha le sue precise ragioni quando indica il da farsi rispetto a un neo, in particolare quando i singoli pareri vengono espressi a distanza uno dall'altro.   »

Dodicenne con tosse abbaiante, incessante, resistente alle cure

30/01/2023 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Una volta escluse le cause organiche, occorre pensare che la comparsa di una tosse che non risponde ad alcuna cura e non dà tregua durante la giornata sia in relazione con un disagio emotivo che può avere come origine un problema legato alla scuola (e ai compagni).   »

Fai la tua domanda agli specialisti