I disturbi depressivi e d'ansia, se non trattati adeguatamente, possono avere conseguenze più negative di quelle a cui potrebbero esporre gli psicofarmaci che le controllano.
Una domanda di: Jessica Sto assumendo 10 mg di paroxetina al momento e, in alcuni periodi, 20 mg … Io e il mio compagno vorremmo avere un figlio: sono compatibili le due cose?
Antonio Clavenna
Gentile Jessica, gli studi sulla sicurezza d’uso in gravidanza della paroxetina non sono giunti a risultati conclusivi. Alcuni studi hanno osservato un aumento del rischio di malformazioni, in particolare di difetti cardiaci, non confermato però da altre analisi. In ogni caso, si stima che la probabilità di anomalie cardiache nel neonato in seguito all’uso di paroxetina in gravidanza sia al massimo il 2%, poco superiore alla frequenza (1%) con cui sono osservate nei neonati, indipendentemente dall’esposizione in gravidanza a farmaci. Si tratterebbe, quindi, di un piccolo aumento di rischio. Se assunta nella seconda metà della gravidanza, la paroxetina, come anche altri antidepressivi della stessa classe, potrebbe aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato. Anche in questo caso si tratta di risultati non conclusivi e di un rischio molto basso (la frequenza con cui compare questa malattia è di 2-3 casi ogni 1000 neonati). Occorre considerare che anche i disturbi depressivi e d’ansia, se non adeguatamente trattati, possono avere una ricaduta negativa sulla gravidanza e che in alcuni casi gli eventuali rischi dovuti ai farmaci antidepressivi sono minori dei benefici per il benessere della mamma e del feto. Non c’è quindi una controindicazione assoluta all’uso di paroxetina in gravidanza. Qualsiasi valutazione sulla terapia deve essere, comunque, fatta dal medico curante e dal ginecologo. Cordiali saluti.
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