Il Parvovirs è un agente infettivo pericoloso in gravidanza, che può causare conseguenze irreparabili. Cure non ce ne sono: la prevenzione è la miglior difesa e consiste sia nel rispettare il più possibile l'igiene (lavarsi le mani in primo luogo) sia nell'evitare il contatto con persone infette.
Una domanda di: Gloria Salve sono a 8 settimana di gestazione, ho avuto contatti con mio nipote che mi ha trasmesso il virus parvovirus B19, confermato con analisi del sangue risultate appunto positive.
Vorrei sapere cosa mi aspetta e che rischi corro io e il mio bambino.
Grazie per la sua cordiale risposta.
Fabrizio Pregliasco
Cara signora,
purtroppo l’infezione da Parvovirus B19 (meglio nota come “quinta malattia”) è particolarmente pericolosa se contratta in gravidanza, specialmente nei
primi due trimestri. Può infatti provocare la morte del bambino in quanto può causare su di lui gravissime alterazioni anche, per esempio, a carico
del cuore. Cure non ce ne sono: bisogna solo sperare che non accada nulla. Attraverso l’ecografia si potranno comunque avere informazioni sullo
stato di salute del feto. Le auguro davvero che la situazione si risolva favorevolmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Gli anticorpi contro il parvovirus, responsabile della quinta malattia, compaiono nel sangue dopo una-due settimane dal momento del contagio. Meglio dunque non fare troppo presto l'esame per individuarli. »
Nel caso in cui vi sia il dubbio di essere state contagiate dal parvovirus B19, è opportuno effettuare il test per la ricerca degli anticorpi specifici. Questa analisi del sangue permette di capire se si è state colpite o no dall'infezione. »
In gravidanza, è sempre più che opportuno non avere contatti con un bambino colpito da un'infezione, in particolare se si tratta della quinta malattia, che se contratta dalla futura mamma è pericolosa per il feto. »
Anche se è noto che nella maggior parte dei casi un aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza è dovuto ad anomalie cromosomiche dell'embrione, è senz'altro opportuno indagare sulle cause. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »