Paura della Lysteria a inizio gravidanza

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 04/12/2019 Aggiornato il 04/12/2019

Il batterio Lysteria può essere presente in molti alimenti crudi e nel latte non pastorizzato. Massima igiene e cottura scongiurano il rischio di contrarre l'infezione.

Una domanda di: Maria
Sono alla mia seconda gravidanza a 6 settimane, e oggi è successo un fatto che mi preoccupa tantissimo.
Ho mangiato delle fajitas messicane (tipo delle piadine con dentro carne di maiale, fagioli e altre verdurine), prese in un supermercato, conservate in frigorifero, erano un prodotto pronto di gastronomia ed erano già cotte. Sapendo che i prodotti di gastronomia sono a rischio di listeria, prima di mangiarle le ho messe 10 minuti in forno. Il forno all’inizio partiva da
una temperatura di 100 gradi (quando ho messo le fajitas) e quando le ho tolte dopo 10 minuti il forno aveva raggiunto una temperature di 220 gradi.
Credevo fosse più che sufficiente per abbattere ogni eventuale rischio di listeria, ma quando le ho mangiate mi sono accorta dopo due o tre bocconi
che l’interno della fajitas era caldo ma nemmeno tanto, direi poco più che tiepido. Dubbiosa sono andata a vedere lì etichetta del prodotto e c’era
scritto: per un consumo ottimale riscaldare il prodotto in forno elettrico a 180 gradi per 12 minuti. Io purtroppo l’ho riscaldato solo 10 minuti con
una temperatura iniziale di 100 gradi e finale di 220. Siccome quando ho mangiato il prodotto non era comunque bollente, ma solo poco più che
tiepido, ho paura che questo non sia stato sufficiente per abbattere il rischio di listeria. L’ho poi rimesso in forno a 200 gradi per altri 10
minuti ed effettivamente quando poi l’ho rimangiato il prodotto era molto caldo, ma ho paura per quei tre bocconi che ho mangiato prima di metterlo la
seconda volta nel forno di aver contratto la listeria. Cosa posso fare ora?
Il mio ginecologo probabilmente non vorrà nemmeno prescrivermi gli esami del sangue conoscendolo (non so nemmeno se conosca gli esami da fare per capire
se ho la listeria). Secondo voi l’evento è realmente a rischio o la mia è una preoccupazione eccessiva? Tra l’altro se mi venisse la listeria non
sarei nemmeno in grado di riconsocerla, in quanto già ora soffro di forte nausea gravidica e spesso ho mal di testa. Sono davvero disperata e mi
sento in colpa per la mia stupidità.
Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora mamma, mi scuso se le rispondo solo ora visti i toni così angosciati della sua lettera.
Guardi, la Lysteria è una brutta bestia ma c’è da dire che l’infezione è per fortuna relativamente rara.
Ho trovato delle informazioni autorevoli su questo sito:
https://www.epicentro.iss.it/listeria/
Mi sembrano interessanti queste in particolare:
Non è chiara la dose infettiva: la maggior parte dei soggetti adulti risulta asintomatica dopo aver consumato alimenti contaminati da questo batterio oppure presenterà sintomi gastroenterici quando la contaminazione è molto elevata.
Il batterio è stato individuato in un’ampia gamma di alimenti crudi, come la carne e le verdure, ma anche in alimenti contaminati dopo la cottura o la trasformazione, come i formaggi molli, le carni trasformate (hot dog e prodotti gastronomici, sia in confezioni sigillate sia in vendita in gastronomia) e il pesce affumicato. Il latte crudo, i formaggi non pastorizzati e gli alimenti a base di latte non pastorizzato sono particolarmente a rischio di contenere il batterio.
Le donne in gravidanza sono un soggetto maggiormente a rischio per la loro particolare condizione immunitaria, per cui sono invitate a seguire alcune regole alimentari specifiche, comuni in parte a quelle per evitare di contrarre il Toxoplasma e la Salmonella.
Ripassiamole insieme.
Occorre lavare bene la frutta e verdura che saranno consumate crude, togliendo la terra prima di sbucciarla e risciacquandole ulteriormente dopo.
Occorre evitare di mangiare carne, pesci, uova crude, così come il latte e i formaggi non pastorizzati (latte crudo).
Gli alimenti vanno conservati in frigorifero e consumati entro la data di scadenza.
Gli avanzi di cibo vanno divisi in contenitori poco profondi così da farli raffreddare più velocemente e consumati entro 3-4 giorni.
Quanto ai sintomi della malattia, si va dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione (ed è autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica.
Le donne in gravidanza di solito manifestano una sindrome simil-influenzale con febbre e altri sintomi non specifici, come la fatica e dolori.
Rispetto alla sua vicenda, io direi che lei non ha corso rischi particolari, dal momento che ha riscaldato comunque per dieci minuti la pietanza nel forno già caldo. Non vedo quindi indicazioni a fare esami particolari per diagnosticare questo microrganismo, anche perché si tratterebbe comunque di esami di diagnosi prenatale invasiva (villocentesi e amniocentesi per intenderci, che comportano purtroppo un rischio insito di abortività precoce).
Soltanto in caso lei mostrasse dei sintomi simil-influenzali, potrebbe valer la pena di decidere insieme al suo Curante se sia il caso di andare a ricercare la Lysteria su liquido amniotico o sui villi placentari.
Spero davvero di averla rincuorata, la prego di non sentirsi in colpa dal momento che lei ha fatto il meglio che poteva: non sono tante le mamme così scrupolose! Per fortuna la Natura è ben attrezzata e ci difende quotidianamente da mille insidie (microbi, agenti chimici, agenti fisici e compagnia “bella”)…se potessimo contare solo sui nostri sforzi ci saremmo già estinti da tempo, non crede?
L’abbraccio a distanza, sono a disposizione se desidera per qualsiasi chiarimento o necessità, cordialmente.

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