Paura della trisomia 21 mentre attende il risultato del DNA fetale
Quando l'ecografia rileva che il bambino è normale dal punto di vista anatomico, è raro che, invece, sia colpito dalla sindrome di Down, sebbene neppure lo specialista più esperto lo possa escludere categoricamente.
Una domanda di: Daniela
Buongiorno, ho 31 anni italiana non fumatrice. Ho una figlia di 3 anni sana. Nella gravidanza di mia figlia ho avuto diabete gestazionale e ipotiroidismo, prendevo pastiglie per tenerli sotto controllo. Per la nuova gravidanza (13 sett) ho fatto traslucenza nucale e tutti i valori sono ottimali, ma non il btest che come da foto allegata le beta sono alte 7,474 / 1:754 rischio intermedio. Ho fatto Dna fetale risultato fra 2 settimane infinite. (Non ho fatto altri esami per TSH o glicemia per ora). Sono spaventata e preoccupata. Vorrei sapere se con questo valore ho speranze che il bimbo sia sano o avrà la trisonomia 21. Grazie.

Faustina Lalatta
Gentile signora Daniela, non posso nasconderle che, leggendo la sua mail, ho provato un moto di tenerezza. Sa perché? Perché, l’ultima frase dimostra lo stato di estrema ansia e paura a di cui è vittima. Troppa. Infatti sembra annullata la speranza di un bambino sano. Partiamo dai dati. Sebbene io abbia potuto visualizzare solo una parte del suo test combinato (Bi-test) ho verificato che l’anatomia fetale risulta nella norma, ovviamente per la 13^ settimana. Quando l’anatomia fetale è normale è molto raro che il bambino abbia la sindrome di Down, sebbene nessuno, anche lo specialista più esperto, non possa mai escluderlo categoricamente. Diciamo che, per la sua fascia di età e per la mancanza di segni sospetti all’ecografia, la probabilità che il suo bambino NON abbia la sindrome di Down è già ora del 95%. Quindi, non sto dicendo 100 (!), ma sto esprimendo un valore che le permette di nutrire grande fiducia in un basso rischio del test del DNA fetale. Che arriverà con i tempi che servono, che non sono infiniti (anche se le sembrano tali). Resta da capire il valore alterato della componente biochimica del test combinato: potrebbe essere il raro caso di un bambino con una sindrome cromosomica che appare normale all’ecografia o, più facilmente, il segno di una condizione placentare a rischio per pre-eclampsia, cioè un disturbo materno del III trimestre di gravidanza. Nel momento in cui riceverà l’esito del DNA fetale, e avrà raggiunto un 99% di probabilità di esclusione della sindrome di Down (le faccio notare che non dico 100%), il ginecologo la informerà che è importante che la sua pressione arteriosa sia sorvegliata regolarmente, fino a termine di gravidanza ma anche l’andamento della glicemia e la crescita fetale. In conclusione, al momento attuale, con i dati che ho potuto valutare, sono molto fiduciosa e la invito ad imitarmi, fino al momento del rafforzamento definitivo. Non dimentico il 5% di probabilità di rischio, però gli do il giusto peso. Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
14/04/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Marina Baldi La scelta (difficilissima) di ricorrere o no all'interruzione volontaria della gravidanza, dopo aver saputo che il feto ha la sindrome di Down, spetta esclusivamente ai genitori, i quali possono comunque farsi supportare da figure professionali. »
07/10/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Spetta alla coppia decidere, dopo aver ottenuto l'esito del Bi-test, se sottoporsi a indagini più approfondite sulla salute del feto e tra queste quale scegliere tra la ricerca del DNA fetale nel sangue materno, l'amniocentesi o la villocentesi, più invasive. »
23/09/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Nei casi di diagnosi ecografica di pielectasia isolata la probabilità di un'anomalia cromosomica è molto bassa e, comunque, correlata solo alla trisomia 21. Se poi anche i test di screening indicano un basso rischio di sindrome di Down si può senz'altro stare più tranquilli, anche se la scelta di sottoporsi... »
26/07/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Una ventricolomegalia definita "lieve", specialmente se non è associata ad altre anomalie, non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. »
14/06/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla I test di screenig (translucenza e Bi-test) esprimono un risultato probabilistco, l'amniocentesi dà certezze spetta alla futura mamma decidere se sottoporsi o no a quest'ultima. »
Le domande della settimana
08/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Tossire, andare al lavoro, svolgere una vita normale oppure stare a riposo non influisce minimamente sul decorso della gravidanza che, se è destinata a evolvere felicemente, arriva a termine. »
08/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Quanto prima si rimuove la zecca dalla pelle tanto più diminuisce il rischio che possa trasmettere le infezioni di cui è veicolo: la TBE e la malattia di Lyme. »
08/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La fontanella centrale anteriore si chiude in media tra i 10 e i 18 mesi di vita, se avviene molto prima è necessario tenere sotto controllo la misura della circonferenza cranica. »
30/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Le perdite ematiche all'inizio della gravidanza hanno più possibili spiegazioni e solo nel tempo si chiarisce la loro natura precisa. A volte si tratta di una lieve minaccia di aborto, che poi rientra senza conseguenze. »
Fai la tua domanda agli specialisti