Paura di aver commesso errori durante lo svezzamento

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 07/02/2021 Aggiornato il 13/02/2025

Ci sono indicazioni relative allo svezzamento che è opportuno seguire solo a scopo precauzionale e non perché vi è il rischio concreto che ignorandole si espongano i bambini a gravi pericoli.

Una domanda di: Rosa
Sono una mamma molto preoccupata perchè ho paura di aver fatto errori con lo svezzamento dei miei figli. La confusione nasce dal fatto che ho da poco cambiato pediatra dato che ci siamo trasferiti in un’altra città e questa seconda pediatra su alcune cose la pensa diversamente rispetto alla prima e non so chi ha ragione e se ho causato danni ai miei figli. Dunque ho due figli. La prima ha 2 anni e 10 mesi ed è stata svezzata nel seguente modo: da 5 mesi e mezzo ho introdotto da subito la pappa a pranzo, con brodo di verdure (carota patata zucchina), un cucchiaino di verdure frullate, crema di riso/ mais e tapioca, metà omogeneizzato di carne e un cucchiaino di olio. Dal sesto mese ho introdotto anche il glutine. Poichè non gradiva molto lo svezzamento tradizionale, da sei mesi e mezzo circa abbiamo iniziato l\’autosvezzamento, quindi ha iniziato a mangiare tutto ciò che mangiamo noi (ovviamente cose sane, quindi pochissimo sale, no dolci ecc ecc). Col secondo figlio ho iniziato svezzamento tradizionale perchè la mia nuova pediatra è contraria all’autosvezzamento La mia nuova pediatra mi ha messo però due dubbi: dice che la pasta per adulti contiene sostanze come pesticidi o tossine (non ho capito) e quindi per il bambino è meglio mangiare pasta apposita per loro per i primi anni. Mia figlia grande avendo fatto l’autosvezzamento ha sempre mangiato la pasta nostra, perchè mi era stato detto che poteva mangiare le stesse cose nostre ad eccezione di poche cose tipo funghi, latte vaccino e altro. Effettivamente cercando su internet ho letto che la pasta per adulti non dovrebbe essere usata fino ai tre anni e che addirittura alcune marche lo scrivono sulla confezione! Sono disperata, ho paura di aver causato danni irreparabili ormai alla mia prima figlia di quasi tre anni (predisposizione a tumori, malattie autoimmuni, infertilità). Cosa devo/posso fare adesso? Ridarle la pasta per bambini per “compensare”? Ha ragione la mia nuova pediatra? La mia vecchia pediatra mi ha assicurato che l’autosvezzamento è la strada più corretta per i bambini e che i bambini possono mangiare dai sei mesi, il cibo degli adulti, compresa la pasta per adulti, anche perchè la logica è che il bambino assaggi ciò che vuole di quello che c’è in tavola! 2) la mia seconda domanda riguarda il fatto che con il secondo figlio ho iniziato lo svezzamento classico ma anche qui lo schema diverso rispetto alla mia prima figlia (con la quale, vi ricordo, il primo mese avevo iniziato lo svezzamento classico). Infatti con la mia prima figlia avevo iniziato a 5 mesi e mezzo perchè era molto interessata al cibo direttamente con pappa completa a pranzo (farina mais e tapioca, un cucchiaino di verdure frullate, metà omogeneizzato di carne e un cucchiaino di olio) ora invece col secondo figlio devo fare: 1 settimana solo brodo di verdure e crema di mais e tapioca, dopo una settimana aggiungere anche verdure frullate, dopo un’altra settimana aggiungere metà omogeneizzato di carne. Con la mia prima figlia non avevo rispettato questi crono-inserimenti. Mi sento in colpa e ho paura di aver creato danni alla mia prima figlia, sia per la questione della pasta per adulti, sia per aver iniziato lo svezzamento poco prima dei sei mesi direttamente con l’omogeneizzato di carne e le verdure frullate nella pappa. Chi ha ragione delle due pediatre?

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Gentile mamma, in primo luogo la invito a stare tranquilla: nulla è accaduto di grave. Avere dato pasta da adulti alla bambina più grande non significa averle causato malattie o predisporla a svilupparle e non è affatto necessario ora recuperare con alimenti della prima infanzia, non c’è bisogno di per compensare: è vero che i cibi del baby food, cioè quelli per bambini indicati fino ai 3 anni di vita, sono garantiti per essere privi di residui di pesticidi e micotossine, con norme più stringenti, ma stiamo parlando di rischio possibile e non di malattia o danno conclamato. Del resto la legislazione obbliga oggi a fornire indicazioni sulla filiera alimentare di tutti i prodotti: per esempio può dalla etichetta sapere se il grano di una pasta proviene da coltivazioni italiane o estere. La possibilità che ci siano danni all’organismo per lo svezzamento eseguito è remota: ripeto, si parla più di attenzione al rischio. II mio consiglio è quello di non drammatizzare considerando comunque che la sua attenzione ad una alimentazione sana e povera in zuccheri semplici e in sale conferma che Lei è una persona attenta e comunque i potenziali danni da esposizione sorgono quando anche a bambini in crescita si somministrano i cosiddetti cibi spazzatura, ovvero cibi molto lavorati, non biologici, ricchi di sale e di grassi saturi. Quello che può fare è seguire i dettami della dieta mediterranea per i suoi figli e per voi genitori: solo così è giustificata la affermazione della sua pediatra favorevole all’autosvezzamento, secondo cui i bambini possono mangiare quello che assumono i genitori! Per il secondo dubbio relativo all’inserimento lento e progressivo dei cibi usi una progressione ma senza esserne schiava; la progressione nella alimentazione complementare ha solo lo scopo di capire i gusti del bambino e quale tra i cibi nuovi proposti potrebbe essere responsabile di eventuali fastidi ma anche qui allontani l’idea che introdurre insieme brodo, passato, carne sia un errore perch non lo è affatto. Per finire, sul come procedere con l’alimentazione complementare, come ha potuto constatare, ci sono opinioni diverse anche tra specialisti: credo che la cosa importante da parte sua sia quella di non avere remore nel chiedere spiegazioni alle pediatre del perché delle scelte, quando ha dei dubbi. E poi spesso è solo dal confronto che si trova la giusta via, sia nell’ambito alimentare che anche per tante altre situazioni! Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bimbo di 13 mesi che si nutre (quasi) solo di latte materno

15/05/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

A volte, per invogliare il bambino ad assaggiare cibi diversi dal latte (e poi ad apprezzarne il sapore) basta permettergli di portare da sé i pezzetti alla bocca, dopo averli afferrati con le manine.   »

Lo zucchero è vietato in assoluto ai bambini?

14/08/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Alimenti e bevande contenenti lo zucchero che si usa normalmente in cucina a scopo dolcificante non sono vietati in assoluto, ma non è certo opportuno concederli ogni giorno. In un'ottica di dieta sana devono essere introdotti solo occasionalmente (e questo vale anche per gli adulti).   »

Bimba che mangia solo con le dita (della mamma)

18/02/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Fa parte dell'ampio concetto di "autosvezzamento" assecondare il bambino quando sceglie per mangiare modalità poco ortodosse, come può essere quella di voler prendere il cibo solo dalle mani della mamma.   »

Ma cos’è l’autosvezzamento?

03/02/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Il neologismo "autosvezzamento" è spesso fonte di fraintendimenti o, comunque, confonde le mamme che devono iniziare a proporre le prime pappe. In realtà è una pratica molto più semplice rispetto a quello che in genere si pensa (ma anche un po' utopistica).   »

Confusione sul concetto di autosvezzamento

24/06/2018 Gli Specialisti Rispondono di “La Redazione”

Il termine autosvezzamento è improprio e genera confusione. La nuova indicazione di permettere al bambino di regolarsi circa quanto cibo assumere e anche, nei limiti del buon senso, "quale" scegliere e quando mangiare è meglio definita dalla locuzione "alimentazione complementare a richiesta". In realtà,...  »

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti