Paura di aver contratto la listeriosi

Dottor Fabrizio Pregliasco A cura di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia Pubblicato il 11/08/2023 Aggiornato il 11/03/2026

Se si teme di aver contratto la listeriosi si può effettuare un'indagine mirata alla comparsa dei sintomi.

Una domanda di: Daniela
Salve, sono alla 36^ settimana di gravidanza e avvicinandomi al parto che è previsto naturale mi è venuto un dubbio o meglio è riemerso. Al sesto mese di gravidanza ho avuto un episodio di vomito diarrea e spossatezza durato solo 24 ore. Avevo mangiato stupidamente (non sapevo fosse fatta con latte fresco) una provola fresca il giorno stesso ed ho ricondotto l’episodio a questa. Mi sono molto preoccupata però il medico ha pensato ad un normale virus gastrointestinale e tutto è andato e continua ad andare per il meglio con analisi e bambina nella norma. Ho letto che il feto può contrarre la listeria durante il parto. Potrei ancora averla latente nel mio corpo o potrebbe averle già contratta e manifestate alla nascita gli effetti? In questi mesi avrei avuto altri sintomi nell’ emocromo nella crescita del feto o del liquido?

Fabrizio Pregliasco
Fabrizio Pregliasco

Cara signora,
io purtroppo non sono un indovino. Non posso sapere se lei ha contratto la listeriosi in gravidanza né se i sintomi che ha descritto possano essere riconducibili a questa infezione. La fase acuta della listeriosi coincide con i sintomi che sono simil-influenzali ed è in questo momento che si può fare diagnosi mediante uno specifico esame del sangue ed eventualmente assumere l’antibiotico. Il bambino può essere contagiato in utero attraverso la placenta durante appunto la fase acuta. Questa eventualità apre la strada a vari rischi, tra cui parto prematuro, infezione neonatale, interruzione della gravidanza. Ogni singola eventualità può essere prevenuta mediante trattamento antibiotico affrontato dalla madre durante la gravidanza. Ma se il suo curante ha escluso la listeriosi e non ha ritenuto opportuno, quando ha manifestato i sintomi, effettuare indagini mirate direi che non è il caso di preoccuparsi ora a distanza di così tanto tempo. L’unica cosa che forse può fare a puro scopo precauzionale è parlare con il ginecologo dell’opportunità di informare dei suoi timori il neonatologo che visiterà il bambino alla nascita. Cordialmente.

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