Se il parto sarà cesareo, il bambino non corre alcun rischio di essere contagiato dall'herpes genitale al momento della nascita. Se poi la possibilità che l'infezione sia stato contratta dalla futura mamma è praticamente inesistente non c'è davvero da nutrire alcuna paura.
Una domanda di: Ester Gentilissimo, sono alla 36a settimana di gravidanza e tra 12 giorni dovrei fare gli ultimi esami infettivi prima del parto, compresi anticorpi HSV-1 e HSV-2, che so essere fatale se contratto dal neonato. Purtroppo ieri, trovandomi in albergo con mio marito, ho inavvertitamente scambiato l’asciugamano del bidet e so che in questo modo si possono contrarre infezini anche pericolose per il neonato (finora per evitare infezioni e complicazioni in gravidanza abbiano sempre avuto rapporti protetti). Ora in modo particolare temo l’herpes genitale (anche se mio marito non ha sintomi) perché so essere pericolosissimo se non diagnosticato alla nascita e non so se tra 12 giorni, quando mi faranno i prelievi prima del parto (comunque cesareo) le IGM saranno rilevabili. Come suggerisce di regolarmi per tutelare il bimbo? In secondo luogo, mi preoccupano Mycoplasmi e Ureaplasmi, pericolosi per infezioni intramniotiche: si possono trasmettere scambiando asciugamani? Nelle tre settimane che mi separano al parto cesareo possono fare danni? Nei tamponi quando sarebbero rilevabili? Grazie.
Augusto Enrico Semprini
Cara Ester, nella popolazione generale si stima che gli anticorpi contro HSV-1 e HSV-2 siano rilevabili intorno al 90% dei casi, eppure meno di un decimo di queste persone ha sintomi o la forma clinica dell’infezione. Non vedo quindi alcun rischio per il suo parto, che per di più è programmato per via cesarea e quindi eviterà al bambino il passaggio dalle mucose genitali dove, per quanto improbabile da quello che mi scrive, potrebbe essere esposto al contagio per via della presenza su di esse di una lesione attiva. Mi sembra che vi sia tranquillità su tutto l’ambito, non si preoccupi. Le faccio i miei migliori auguri.
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