Paura di essere stata contagiata dalla quinta malattia

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 18/06/2018 Aggiornato il 19/05/2026

In gravidanza, è sempre più che opportuno non avere contatti con un bambino colpito da un'infezione, in particolare se si tratta della quinta malattia, che se contratta dalla futura mamma è pericolosa per il feto.

Una domanda di: Agata
Salve sono incinta di 6 settimane +3 giorni e vorrei un parere. Oggi è venuto a trovarmi mio
nipote che ha la quinta malattia: premetto che non c’è stato nessun contatto
diretto ci siamo visti solo per 5 minuti a distanza. La domanda è se mi devo
lo stesso preoccupare.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, in realtà mi stupisco che un bimbo malato vada in visita dalla zia incinta … Preoccuparsi dopo non ha grande utilità, sarebbe prudente evitare “prima” qualunque contatto. In generale è buona norma quando si è in dolce attesa ridurre al minimo (evitando sicuramente baci e utilizzo delle stesse posate) il contatto con i bambini piccoli anche se apparentemente sani, proprio per prevenire infezioni che in alcuni casi possono essere pericolose anche per il nascituro. La regola ovviamente non è applicabile se si hanno altri figli piccoli, ma vale per tutti i bimbi con cui non è proprio necessario avere contatti stretti. La quinta malattia è purtroppo una malattia che può essere pericolosa se contratta in gravidanza, in quanto è capace di provocare un’anemia severa nel feto, in caso il virus venga trasmesso.
Attenzione, però: fortunatamente la prevalenza di questa infezione nella popolazione adulta è alta, e quindi è molto probabile che lei abbia già contratta l’infezione e quindi abbia sviluppati gli anticorpi specifici contro il parvovirus B19 che ne è il responsabile.
Inoltre, solo nel 30% dei casi in cui la mamma contrae l’infezione proprio durante la gravidanza, questa viene trasmessa al bimbo in utero e sembra che sia il secondo trimestre quello più “critico”.
Infine, la possibilità del contagio sembra limitata alla fase di incubazione della malattia quindi se lei ha incontrato suo nipote solo dopo la comparsa dell’esantema tipico che fa porre la diagnosi, non dovrebbe nemmeno rischiare di aver contratto questo virus così insidioso.
Se il contatto fosse stato invece proprio durante la fase di incubazione (quindi da 5 a 15 giorni prima della diagnosi da parte del pediatra), potrebbe valer la pena di eseguire il dosaggio degli anticorpi Ig G e Ig M, specifici per parvovirus B19 in modo da capire con certezza se lei era già immune per questo virus o se potrebbe averlo contratto proprio ora.
A disposizione se desidera per ulteriori chiarimenti, cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Pulire il guano di piccione in gravidanza: ci sono rischi?

30/03/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Non è certo l'ideale venire a contatto con lo sporco di piccione, che è un concentrato di germi, soprattutto se eseguendo le operazioni di pulizia si solleva il guano polverizzato con il pericolo di aspirarlo infettandosi. Meglio sarebbe usare acqua bollente e candeggina prima della scopa.   »

Parvovirus B19 contratto in gravidanza: ci sono rischi?

23/05/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Il Parvovirs è un agente infettivo pericoloso in gravidanza, che può causare conseguenze irreparabili. Cure non ce ne sono: la prevenzione è la miglior difesa e consiste sia nel rispettare il più possibile l'igiene (lavarsi le mani in primo luogo) sia nell'evitare il contatto con persone infette.   »

Quinta malattia: dopo quanto si individuano gli anticorpi nel sangue?

01/03/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Gli anticorpi contro il parvovirus, responsabile della quinta malattia, compaiono nel sangue dopo una-due settimane dal momento del contagio. Meglio dunque non fare troppo presto l'esame per individuarli.   »

Quinta malattia: sono incinta e forse sono stata contagiata: che fare?

20/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Nel caso in cui vi sia il dubbio di essere state contagiate dal parvovirus B19, è opportuno effettuare il test per la ricerca degli anticorpi specifici. Questa analisi del sangue permette di capire se si è state colpite o no dall'infezione.   »

Quinta malattia: può prenderla un neonato?

30/04/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Di norma la quinta malattia compisce i bambini dai 4-5 anni in avanti. E' raro che colpisca un piccolissimo.   »

Le domande della settimana

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

20/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Gravidanza: può iniziare immediatamente dopo un aborto spontaneo?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza.   »

Incinta nonostante la legatura delle tube: ma è davvero possibile?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In medicina gli avverbi "sempre" e "mai" sono da evitare perché questa scienza non è esatta come la matematica e volta la Natura può sorprendere, sovvertendo regole che si credono incontrovertibili. Quindi sì, anche se remota, la possibilità di avviare una gravidanza con le tube legate c'è.   »

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti