Paura per un dolore nella zona dell’ovaio

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 16/01/2019 Aggiornato il 16/01/2019

Un dolore che si prolunga va sottoposto all'attenzione del ginecologo, al quale spetta indagare per scoprirne l'origine. Limitarsi a temere che sia segno di un problema importante senza parlarne con il medico non è l'atteggiamento migliore.

Una domanda di: Giusy
Ho 41 anni e una bambina. Avverto spesso dolore all’ovaio sinistro, spesso la fase ovulatoria dura circa 1 settimana con perdite di muco. In passato ho curato cisti alle
ovaio sinistro e destro con la pillola. Tre anni fa il ginecologo mi ha fatto fare anche i marker tumorali (negativi). Può essere che si sia riformata, chiedo conforto perché sono un
soggetto ansioso e su internet leggo cose che mi angosciano…

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Cara signora,
mi preme raccomandarle innanzitutto di sottoporsi a visita ginecologica con cadenza almeno annuale, in modo da individuare per tempo eventuali formazioni cistiche a carico delle ovaie e poterle così monitorare nel tempo o, in caso di necessità, rimuovere chirurgicamente.
Immagino non sia il suo caso, ma trovo che sia davvero incomprensibile preferire la convivenza con l’ansia di avere una patologia magari seria, piuttosto che effettuare le dovute indagini a livello medico.
Capisco che la visita ginecologica sia spiacevole almeno quanto quella dal dentista, ma ne va della sua salute che, sarà d’accordo con me, è davvero un bene prezioso che non si può che cercare di tutelare il più possibile.
Detto questo, mi sento anche di “consolarla” e di ricordarle che non tutti i dolori a partenza dalla pelvi sinistra sono necessariamente a carico dell’ovaio: in quella sede abbiamo anche l’uretere, il sigma e il canale inguinale che potrebbe essere interessato da ernie.
L’importante, in caso di dolore, è cercare di osservarne le caratteristiche in modo da permettere al medico che la visita di indirizzare il sospetto diagnostico.
Il dolore può essere localizzato o diffuso, fisso o intermittente, prevalentemente diurno o notturno, responsivo o meno ai farmaci…
Spero di averla aiutata, vedrà che il medico che la visita le toglierà ogni dubbio.
Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti