Figlio tredicenne e separazione dei genitori

Dottoressa Paola Rolando A cura di Paola Rolando - Dottoressa Pubblicato il 18/07/2014 Aggiornato il 18/06/2026

Sono divorziata da molti anni e da circa 18 mesi ho un nuovo compagno che però mio figlio di tredici anni non accetta. Ogni volta che abbiamo provato a stare tutti insieme mio figlio ha dimostrato solo rabbia verso di lui e verso di me... Risponde: Dottoressa Paola Rolando

Una domanda di: annafrancar
Gentile dottoressa Rolando, sono separata da molti anni
(mio marito mi ha lasciata per un’altra donna) e da circa 18 mesi ho un
nuovo compagno che però mio figlio di tredici anni non accetta. Ogni volta
che abbiamo provato a stare tutti insieme mio figlio ha dimostrato solo
rabbia verso di lui e verso di me, e si è in chiuso sempre di più in se
stesso. È un ragazzo molto timido che esce poco e che ha sofferto della
separazione tra me e mio marito. Non so più cosa devo fare, se troncare la
relazione per amore di mio figlio o continuare e sopportare i suoi
atteggiamenti scostanti.

Paola Rolando
Paola Rolando

Gentilissima Signora,
non sempre è facile, per una mamma separata, ricostruire una vita sentimentale, però è giusto e legittimo che lei possa avere una nuova relazione che le dia serenità e la faccia sentire appagata come donna. Come del resto non è facile, per un bambino, accettare la separazione dei genitori perché tutto intorno a lui crolla e perde le sicurezze acquisite fino a chiudersi in se stesso. Probabilmente, lei e suo figlio, in questi anni, avete costruito un rapporto esclusivo, in un ambiente tutto vostro, sicuro e protetto che, adesso, il bambino teme possa essere invaso da un estraneo che lo farebbe sentire a disagio. È plausibile, dunque, che sia geloso, provi rabbia e si senta, in un certo qual modo, tradito perché è sovrastato da sentimenti diversi e contrastanti e ha paura di perdere i propri spazi rassicuranti.
Sarebbe bene incoraggiare il ragazzo a parlare delle emozioni che prova, per cercare di risolvere il problema insieme con disponibilità e comprensione e tranquillizzarlo sul fatto che la presenza del suo nuovo compagno non metterebbe in pericolo i suoi diritti e, soprattutto, non andrebbe a diminuire l’amore della mamma per lui. Il ragazzo ha bisogno di definire la propria identità e, in questo percorso di crescita, potrebbe inserirsi, con discrezione, il suo compagno avvicinandosi a suo figlio e cercando interessi e denominatori comuni che facciano da collante e ammortizzino le ostilità. Pertanto, sarebbe auspicabile che suo figlio e il suo compagno cominciassero a frequentarsi fuori casa, loro due da soli, per imparare a conoscersi e relazionarsi senza però avere fretta perché una buona relazione ha bisogno di tempo, di occasioni e d’incontri per raggiungere il giusto equilibrio.

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