Come dev’essere la giornata di un bimbo di 5 mesi?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 25/10/2017 Aggiornato il 16/06/2026

La giornata di un piccolino dovrebbe essere scandita da ritmi lenti e regolari. Uscite all'aperto, filastrocche, canzoncine e un bagnetto ristoratore gli assicurano momenti di piacere a "misura di bambino".

Una domanda di: Marcella
Buongiorno, premetto che sono una tata di 50 anni, 2 figli grandi e cose che non ricordo. Vorrei sapere come dovrebbe essere una giornata tipo di un bimbo di 5 mesi sveglia pappe (quantità Melli 1) riposino notte. Grazie

Dottoressa Alessia Bertocchini
Dottoressa Alessia Bertocchini

Gentile tata Marcella,
innanzi tutto complimenti per l’attenzione che ha per il suo lavoro, bello e delicato, e per il suo desiderio di svolgerlo al meglio. Per quanto riguarda il sonno, la regola ferrea da seguire fino a sei mesi compiuti è quella di sdraiarlo a pancia in su (serve per la prevenzione della cosiddetta “morte in culla”). Un bambino di questa età dovrebbe fare un sonnellino a metà mattina e uno nel pomeriggio ed essere messo a letto presto la sera, non dopo le nove. Tenga presente che durante il giorno il bisogno di sonno e, quindi, la durata dei sonnellini è molto soggettiva: in genere è bene attendere che il bambino si svegli da solo, anche quando il suo sonno si prolunga per più di due ore. Di sera è importante ripetere un rituale della nanna, sempre uguale a se stesso, perché concilia il sonno del bambino e favorisce un addormentamento rapido. Un esempio di sequenza “pro nanna” potrebbe essere: cambio del pannolino – pigiamino – biberon di latte – accensione della lucina – carillon o canzoncina e infine il bacio della buona notte. Lo svezzamento, inteso come introduzione di alimenti diversi dal latte, può essere iniziato tra i 4 e i 6 mesi, pur continuando con il latte materno oppure, come in questo caso, con quello artificiale. Il latte va offerto a colazione e a merenda e, alcune volte, se il bambino lo gradisce prima di dormire. Quest’ultima poppata non è comunque strettamente necessaria quando le pappe diventano due, una a pranzo e una cena. Per la dose del latte, dipende anche dalla crescita del bambino, ma di solito vanno bene circa 200/240 ml a colazione e un pochino meno a merenda, visto che tra pranzo e cena passano meno ore. La poppata della sera prima di dormire, se il bambino ha mangiato la pappa, dovrebbe essere saltuaria e di quantità più modesta. Il brodo per la pappa dovrebbe essere di circa 200 ml. Per quanto riguarda la quotidianità, è bene portarlo all’aperto il più possibile anche d’inverno, coperto adeguatamente. Non dunque al centro commerciale, dove è facile che venga contagiato dai microbi che circolano nei luoghi chiusi, riscaldati e affollati, ma ai giardini pubblici o comunque nel verde, lontano anche dallo smog. Quando è sveglio lo metta nella sdraietta, per permettergli di guardarsi attorno. Quando starà seduto bene, intorno ai sei mesi, potrà invece metterlo su una coperta, con la schiena in appoggio su un cuscino. Per i giocattoli da proporgli, non mettergliene a disposizione un numero esagerato: prepari alcuni sacchettini con dentro qualche giochino e li alterni nella settimana, in modo da tenere sempre desta la sua curiosità e non indurlo a non interessarsi a niente perché c’è troppo da guardare. Per intrattenerlo vanno bene le filastrocche e le canzoncine, ma anche la musica della radio, di qualunque genere, tenendo conto che anche classica può essere apprezzata. Nel tardo pomeriggio gli si può fare un bagnetto lungo, se l’ambiente è ben riscaldato: nell’acqua si possono mettere dei giochini (perfetti i bicchierini da travasi che a poco a poco desteranno in lui un grande interesse), allo scopo di fargli comprendere che il momento del bagno può essere divertente e ha i suoi vantaggi (non è solo il fastidioso shampoo sulla testina!). Naturalmente, il tutto nella massima sicurezza, cioè senza perderlo di vista neanche un attimo. In altre parole, il bagnetto come pratica godibile e non solo funzionale all’igiene. Per finire, cerchi di mantenere ritmi lenti, se possibile, ché per un bambino la nostra ormai abituale frenesia è inconcepibili e gli trasmette ansia e malessere.

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