Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Roberta Levi Se un latte determina particolari problemi è opportuno provare a cambiarlo per un periodo di almeno 10 giorni, per avere la possibilità di capire se va bene per il bebè. »
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di Dottor Leo Venturelli Una certa percentuale di lattanti rigurgita abitualmente dopo i pasti senza che questo sia il sgenale di un problema o interferisca sulla crescita. Solo se il piccolo smette di aumentare di peso (o cresce troppo poco) il rigurgito va considerato un sintomo da non sottovalutare. »
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di Dottor Leo Venturelli Molti bambini, nei primissimi mesi di vita, sono interessati da fastidi digestivi, senza che questo pregiudichi la loro crescita o apra la strada a particolari rischi. »
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di Dottor Leo Venturelli Il rigurgito dopo la poppata non è significativo se la crescita avviene regolarmente e il bambino non dà segni di malessere. »
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di Dottor Leo Venturelli Il ruttino non è un segnale di digestione avvenuta, quindi non è importante che il bimbo lo emetta dopo ogni poppata. »
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di Dottoressa Elisa Valmori Le donne portatrici sane di talassemia in vista di una gravidanza dovrebbero assumere una quantità di acido folico maggiore rispetto a quella consigliata a tutte le altre. »
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di Dottor Leo Venturelli L’herpes labiale si trasmette attraverso l'esposizione diretta alle lesioni di una persona infetta. Un contatto fugace difficilmente espone al rischio di contagio. »
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di Dottor Francesco Maria Fusi Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile. »
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di Dottoressa Elisa Valmori Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto. »
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