Peduncolo sul viso di un bambino: che fare?

Dottor Giuseppe Spinelli A cura di Giuseppe Spinelli - Dottore specialista in Chirurgia Pubblicato il 02/04/2019 Aggiornato il 02/04/2019

Le neoformazioni vanno rimosse dal viso se tendono a crescere e se diventano fonte di curiosità o, peggio, di derisione da parte dei coetanei, diventando un ostacolo per la vita di relazione del bambino.

Una domanda di: Manuela
Gentile dottore,
ho un bambino di due anni e mezzo nato con un peduncolo chiaro (stesso colore della pelle) sulla guancia, all’altezza dello zigomo, spostato verso la tempia. E’ morbido al tatto, ma pieno: ha la consistenza della gomma. Alla nascita hanno effettuato al bambino un’ecografia ai reni, dicendomi che a volte queste escrescenze si associano a una loro malformazione, ma tutto era a posto. Il peduncolo affonda abbastanza nella cute, ma il pediatra sostiene che costituisce un problema solo estetico (in effetti a volte i bambini più grandicelli lo prendono un po’ in giro per questo). Attualmente ha la dimensione più o meno di un chicco di caffè e dalla nascita a oggi è cresciuto davvero poco e lentamente. Il bambino non dimostra di esserne infastidito. Le chiedo: conviene operarlo subito o si può aspettare? L’intervento richiede l’anestesia generale? Rimarrà una cicatrice? In linea teorica potrebbe tenerlo per sempre o ci sono rischi?
Grazie se vorrà rispondermi.

Giuseppe Spinelli
Giuseppe Spinelli

Gentile Manuela,
il comportamento che adottiamo, presso la Chirurgia Maxillo Facciale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di Firenze, è di rimuovere le neoformazioni del volto se crescono e se creano dei problemi relazionali ai bambini.
L’intervento può essere eseguito in sedoanalgesia oppure in anestesia generale a seconda dell’età e delle dimensioni: nel suo caso credo possa essere rimosso in sedoanalgesia.
È’ sempre indicato l’esame istologico (cioè l’analisi del tessuto rimosso).
Dopo l’intervento rimarrà una piccola cicatrice che dovrà essere protetta dai raggi solari e che sarà pressoché impercettibile nel tempo.
I rischi correlati alla non rimozione sono correlati all’evoluzione clinica (crescita ) e alla necessità di poter definire la diagnosi.
Se desidera può inviarmi una foto.
Un saluto.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti