Perdite che non passano dopo un aborto spontaneo

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 18/08/2023 Aggiornato il 18/08/2023

Che il sanguinamento dopo un'interruzione spontanea della gravidanza si protragga per settimane è un'evenienza possibile, tuttavia può essere opportuno verificare con un esame del sangue che queste perdite non abbiano comportato un deficit di ferro.

Una domanda di: Federica
Buon pomeriggio Dottoressa,
le scrivo perché ho dubbi sulle perdite post aborto spontaneo avvenuto senza raschiamento.
Spiego meglio. Il giorno 15 luglio, tramite ecografia, alla settimana di gestazione 11+1, mi viene comunicato l’assenza di battito fetale con gravidanza ferma a 9+6 e in
programma un raschiamento per il giorno 19. Lunedì 17 ho perdite abbondanti con materiale solido e contrazioni che
durano per 5 ore circa. Il giorno 19 in ospedale tramite ecografia mi confermano la completa espulsione e per sicurezza mi prescrivono 4 capsule per via vaginale e mi
monitorano fino al tardo pomeriggio dove mi riconfermano la pulizia uterina tramite ecografia.
Torno a casa e ho perdite abbondanti con coaguli fino al giorno 26 dove ad un altro controllo ecografico mi conferma la completa espulsione e di
tornare al controllo con il ginecologo dopo il flusso mestruale. (30-40 giorni). Dal giorno 27 perdite rosate e scarse, giorno 28 muco filante abbondante
striato di sangue, poi perdite sempre più leggere e sempre accompagnate da dolori alle ovaie fino al giorno 31.
Beta hCG sul sangue il giorno 24 valore 296. Da ieri ho avuto dolori mestruali e perdite a flusso medio che sono
intermittenti e con all’interno coaguli. Dubito fortemente che si tratti del primo flusso mestruale. Concludo aggiungendo che ho portato a termine una gravidanza nel 2014 con un
parto naturale.
Grazie per la sua risposta. Cordialmente.
Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, mi rincresce di non averle risposto finora ma proprio la sua mail mi era sfuggita.
In effetti lei ha avuto perdite ematiche abbondanti fino al 26 luglio e avendo le beta-hCG ancora positive al 24 di quel mese, mi pare improbabile che lei possa aver mestruato il 3 di agosto.
Forse quelle perdite sono state uno “strascico” del flusso precedente, oppure un tentativo di ovulazione (come ci indurrebbero a credere la presenza di muco filante e trasparente e i dolori alle ovaie) ma…non possiamo esserne certi a meno di controllare con l’ecografia se l’ovulazione sia effettivamente avvenuta.
In quel caso, dovremmo sia vedere il tessuto endometriale ispessito nell’utero (ossia uno spessore di endometrio di circa 10 millimetri) sia notare una struttura denominata corpo luteo all’interno dell’ovaia.
In assenza di queste informazioni, non riesco a pronunciarmi con certezza sulla natura di queste ulteriori perdite ematiche in coda al precedente ciclo.
Forse lei si sta domandando se non le sarebbe convenuto fare il raschiamento uterino come da programma, piuttosto che doversi pulire da sola e assistere all’espulsione del materiale e dei coaguli di sangue.
Di fatto, lei ha anticipato la procedura e questo a mio avviso è stato un piccolo vantaggio in quanto comporta un minor traumatismo sull’utero (a volte il raschiamento può facilitare la formazione di aderenze nella cavità uterina oppure un impianto della placenta difettoso nella successiva gravidanza).
Forse avrebbe senso ripetere il dosaggio delle beta-hCG in modo da verificarne l’azzeramento, così come ripetere l’ecografia come consigliato dai colleghi a circa un mese di distanza dall’aborto.
Spero di averle risposto e che nel frattempo le perdite ematiche si siano finalmente ritirate: magari se effettua un prelievo del sangue verifichi anche emocromo con formula e ferritina in modo da capire se necessita o meno di una integrazione di ferro per recuperare prima le energie.
Cordialmente.

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