Perdite di sangue a inizio gravidanza: cosa si può fare per fermarle?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 23/04/2025 Aggiornato il 24/04/2025

Nelle prime settimane di gravidanza la comparsa di perdite di sangue può non essere significativa come di fatto accade con relativa frequenza. Nell'attesa di scoprire con l'aiuto del ginecologo da cosa dipende, di solito viene raccomandato di evitare gli sforzi fisici (ma questo dovrebbe essere la regola per le future mamme) e i rapporti sessuali.

Una domanda di: Roberta
La scorsa settimana ho fatto una visita ginecologica per confermare la gravidanza. Dal calcolo la ginecologa ha rilevato che fossi di 6+0, dall’ecografia si vede sacco vitellino e camera gestazionale ma non l’embrione. Mi ha fissato visita dopo 10 giorni per confermare o meno la presenza del feto. Dopo la visita, in cui ho perso un po’ di sangue dopo l’estrazione dell’ecografo interno (come ad ogni precedente visita), ho avuto per alcuni giorni piccole perdite di sangue rosso scuro, marroncino. Oggi però, dopo 5 giorni dalla visita ho avuto perdite rosate, da lasciare qualche goccina sul salva slip. Per ora (dopo 2 ore dalle perdite) non ne ho avute altre e la ginecologa mi ha detto di attendere a fare una visita, di vedere come proseguono. Di cosa può trattarsi? Posso assumere comportamenti per evitare che proseguano? La ringrazio.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora,
le perdite ematiche in gravidanza iniziale, anche se di colore rosato e di entità minima, ci fanno stare in pensiero sempre e comunque. Direi che è inevitabile: in gravidanza la regola è che le mestruazioni siano assenti e qualsiasi sgocciolamento ci fa temere il peggio. Non è facile determinare la causa delle perdite ematiche che purtroppo possono proseguire anche a lungo senza che comportino necessariamente una patologia della gravidanza. Potrebbe trattarsi di perdite legate all'impianto dell'embrione in utero e allo sgocciolamento che provoca il suo annidarsi dentro di esso. Direi di osservare l'andamento di queste perdite nei prossimi giorni e valutare se si riducono o se persistono. Se dovessero persistere, si potrebbe indagare bene con l'ecografia l'eventuale presenza di aree di distacco chorion-deciduale (ossia nella placenta) e alla visita con lo speculum la presenza di un ectropion o piaghetta. Una volta giunta nel secondo trimestre di gravidanza si potrebbe ipotizzare di effettuare anche il pap test qualora il suo ultimo fosse ormai datato (intendo eseguito almeno 2 anni fa). Inoltre, potremmo eventualmente escludere la presenza di infezioni vaginali o cervicali mediante dei tamponi dedicati, a discrezione del Curante.
Rispetto al progesterone, dato che è l'ormone che sostiene la gravidanza, che mantiene l'utero al riparo dalle contrazioni e che non ha particolari controindicazioni, noi ginecologi siamo propensi a prescriverlo alle mamme in gravidanza complicata da perdite ematiche. Quali comportamenti adottare per evitare il protrarsi delle perdite? Di solito si raccomanda di evitare sforzi fisici (compresi i mestieri domestici!) e i rapporti sessuali. Non è necessario (anzi, può essere controproducente) stare immobili a letto e direi che ci si può concedere quotidianamente una passeggiata all'aperto (meglio se in piano e a ritmo disteso…) così approfitta della Primavera anche lei! Siate certi che il vostro piccolo campione che ce la sta mettendo tutta per essere all'altezza delle aspettative dei suoi genitori. E in questa fase vale il detto "nessuna nuova, buona nuova" nel senso che se lei non vede perdite di sangue e non avverte dolorini simili alle mestruazioni, siamo autorizzati a confidare che tutto stia procedendo alla grande. La saluto cordialmente, se desidera mi tenga aggiornata.

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