Dopo un'interruzione volontaria della gravidanza, è normale che debba trascorrere un periodo di tempo durante il quale si verificano perdite di sangue.
Una domanda di: Teresa In data 12.09 ho effettuato un ivg e per le 2 settimane successive ho avuto molte perdite ematiche con annessi grumi. Alla visita di controllo le beta erano diminuite notevolmente e l’utero era ripulito quasi del tutto. Per una settimana non ho avuto altre perdite ed ho ripreso ad avere rapporti sessuali. Ma ad oggi, dopo circa 30 giorni dall’aborto, sono ricominciate le perdite, inizialmente di color rosa mischiato a del muco ed ora di colore marrone/rosso scuro. Non so se essere preoccupata, se occorre fare una visita ginecologica o se devo aspettare semplicemente l’arrivo delle prossime mestruazioni. Anche perché avendo continue perdite, non saprei come distinguere poi le mestruazioni.
Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, di solito dopo una procedura come quella che lei ha effettuato è necessario sottoporsi a una visita ginecologica e a un controllo ecografico circa un mese dopo la procedura, avendo cura di effettuare prima un test di gravidanza che dovrebbe risultare negativo.
Comprenderà quindi che le perdite successive all’intervento sono normali per il tipo di procedura effettuato in quanto la cavità dell’utero deve piano piano ripulirsi e ricomporsi in base alla situazione ormonale. La normale attività ovarica successiva all’interruzione della gravidanza viene di solito nell’arco di un mese e solo quando questa sarà ripristinata l’endometrio, cioè il rivestimento interno della cavità dell’utero, tornerà ad avere le stesse caratteristiche di prima della gravidanza interrotta. Contatti quindi il suo ginecologo di fiducia per effettuare il controllo clinico ed ecografico in modo da verificare che tutto sia in ordine. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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