Un sanguinamento che si protrae per settimane in genere è dovuto a un piccola parte di placenta che si è impiantata in una zona dell'utero "poco collaborante". A mano a mano che l'utero aumenta di dimensione la situazione tende a risolversi. Stare a riposo invece non serve.
Una domanda di: Chiara Salve, sono all’11^ settimana di gravidanza e ho perdite ematiche dalla settima. Alla prima eco è stato riscontrato un piccolo distacco di 0,5 cm, risolto completamente in due settimane. Il problema è che continuo ad avere perdite ematiche (rosso vivo e molto abbondanti) e nessuno ne capisce la causa. Ho visto quattro ginecologi, ho fatto mille eco, ma nessuno riesce a venirne a capo. Vengo solo monitorata. Il bambino intanto sta bene e cresce. Faccio progeffik, prendo il previmag, l’acido folico e adesso sono al secondo ciclo di Tranex con zero risultati. Alterno riposo assoluto con riposo relativo. L’ansia mi sta divorando.
Augusto Enrico Semprini
Gentile Chiara,
vi è una piccola parte di placenta che si è impiantata su una parte declive dell' utero poco collaborante da questo punto di vista. Man mano che l'utero cresce questa piccola zona di placenta fuori dal posto giusto viene trascinata sulla zona nobile per l'impiego e le perdite dovrebbero terminare. Il riposo, secondo il mio giudizio, non serve a nulla perché la riduzione delle perdite è legata al fatto che si trattengono in vagina. È utile controllare che queste perdite non la anemizzino e questo è semplice con l'esame dell'emocromo insieme a sideremia, transferrinemia e ferritina. Può iniziare un supplemento di ferro per bocca. In questo momento, secondo il mio giudizio, acido folico previmag non hanno un effetto terapeutico o migliorativo. La gravidanza sta procedendo bene e vedrà che la placenta smetterà di darle questi problema. Non si accanisca con ecografie di ogni tipo, a parte quelle indicate per il controllo della gravidanza, perché queste perdite possono derivare da frammenti placentari grandi pochi millimetri che neppure il più attento ecografista riesce a identificare. Mi farebbe piacere sapere quando queste perdite scompariranno, secondo me entro i prossimi 10 giorni. Credo sia in mani completenti e deve fare riferimento principale a chi l'ha in cura. Cari saluti.
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Non è necessario stare a riposo assoluto se nel primo trimestre di gravidanza l'ecografia riscontra un distacco, anche associato a perdite di sangue. »
La vitamina B6 assunta in gravidanza sotto controllo medico, così come l'acido folico impiegato nelle dosi prescritte non espongono il feto ad alcun rischio. »
Un eventuale eccessiva quantità di vitamina D viene eliminata dall'organismo, quindi non è pericoloso assumerne due gocce in più al giorno rispetto alla posologia indicata nel foglietto di accompagnamento, se questa è la prescrizione del ginecologo curante. »
Non si deve mai effettuare il test del DNA fetale PRIMA del Bi-test perché diversamente nel caso in cui il secondo evidenzi un alto rischio di anomalie non individuato dal primo diventa più difficile stabilire se fare o no l'amniocentesi. »
Nella maggior parte dei casi il distacco che si verifica nelle prime settimane di gravidanza si risolve e di conseguenza il sanguinamento diminuisce progressivamente fino a scomparire. »
Fino ai 6 mesi è molto probabile che i risvegli notturni si verifichino per fame. Un bambino che subito dopo essere stato allattato si riaddormenta, evidentemente aveva proprio bisogno della poppata. »
Le perdite ematiche all'inizio della gravidanza hanno più possibili spiegazioni e solo nel tempo si chiarisce la loro natura precisa. A volte si tratta di una lieve minaccia di aborto, che poi rientra senza conseguenze. »
L'Eutirox non solo non può avere come effetto indesiderato l'amenorrea, ma anzi la sua azione è diretta anche a risolvere eventuali irregolarità mestruali. »
In una donna giovane con nessun precedente trombotico, la cardioaspirina è più che sufficiente per affrontare i primi mesi di gravidanza al riparo dal rischio di trombi. »
Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute. »