Può capitare che dopo un trattamento laser condotto sulla mucosa genitale si verifichi la comparsa di perdite ematiche: in base alla quantità di sangue espulsa si deve decidere se sottoporsi o no a un controllo ginecologico.
Una domanda di: Laura Gentile Ginecologo ho subito intervento LASER per VAN II alla vagina, questo è il terzo intervento laser che faccio per HPV. Tutto ok ma dopo una settimana ho avuto perdite rosse vive e mi sono spaventata. Io sono già in menopausa e non ho più l’utero. Devo correre in ospedale? Mi faccia sapere. Grazie mille.
Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, il laser è in uso come metodica da almeno trent’anni e viene utilizzato per vaporizzare le lesioni della cervice della vagina della vulva con ottimi risultati. Le lesioni displastiche sono per lo più legate all’infezione virale da papilloma virus (HPV) e il trattamento prevede la distruzione della lesione causata dal virus ma certamente non la bonifica dell’infezione. Le difese immunitarie personali, eventuali integratori immunostimolanti e i vaccini, ove indicato, possono contribuire alla risoluzione dell’infezione. Dopo il trattamento si costituisce un’escara (crosticina) che nei giorni successivi, tra l’ottava e la decima giornata post operatoria, tende tipicamente a staccarsi dalla zona sottoposta a chirurgia determinando la guarigione “per seconda intenzione”, il che vuol dire che la ferita chirurgica guarisce spontaneamente senza che i suoi margini vengano accostati con i punti di sutura). La sede sottoposta a trattamento tende a formare un nuovo tessuto (di granulazione) che per sua precisa caratteristica tende a produrre muco (la zona operata è mucosa umida) con un’accentuazione temporanea della vascolarizzazione che di solito determina per i successivi 30-40 giorni la produzione di secrezioni miste anche a sangue. La quantità del sangue naturalmente fa la differenza e a suo giudizio può essere indicata una valutazione dello specialista di riferimento. Sperando di essere stato utile, la saluto con cordialità.
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