Perle di latte: che fare?

A cura di Giovanna Sottini - specialista in Puericultura Pubblicato il 23/10/2023 Aggiornato il 10/03/2026

Le perle di latte, più correttamente "vescicole", sono formazioni che possono comparire sul capezzolo a volte porrvocando dolore. Attaccare il bambino alla mammella correttamente può risolverle.

Una domanda di: Melania
Ho 27 anni e il 24 settembre 2023 è nato il mio bambino. Sono una gran fan del latte materno e fortunatamente sto allattando. Ho solo un problema a tutti e 2 i seni mi sono comparse quelle che ho trovato su internet dovrebbero essere le perle di latte. Sono dolorose quando il bambino si attacca: una è abbastanza grande l’altra è
ancora piccola ma comunque dolorosa. Come posso fare a farle andare via? In meno di un mese ho già avuto 2 episodi di ingorgo di latte anche quello molto
doloroso ma che fortunatamente sono riuscita a sbloccare da sola. Aspetto con ansia un suo riscontro così da ottimizzare al meglio l’allattamento.

Giovanna Sottini
Giovanna Sottini

Salve Melania, mi domandavo se quello che lei chiama ingorgo magari non sia stato un dotto ostruito, un ristagno di latte all’ interno dei dotti galattofori, questi si possono risolvere appunto variando spesso le posizioni dell’a llattamento prestando attenzione a svuotare bene ogni quadrante della mammella.
Mentre quelle “perle di latte” (che è più corretto chiamare “vescicole”) possono insorgere a causa dell’uso del ciuccio che induce il bebè a succhiare dal capezzolo come dalla tettarella di gomma, o in conseguenza al dotto ostruito, oppure se il bambino, a causa di un flusso di latte molto forte (che è un bene!) schiaccia la punta del capezzolo fra le gengive per modularne la portata. In questo modo si creano i piccoli ristagni di latte che si solidificano (rimanendo più o meno morbidi) sul capezzolo. Il problema si può risolvere facilmente attaccando il bambino in modo corretto (deve prendere in bocca non il solo capezzolo ma l’areola). Se il disturbo persiste è però opportuno che lei si rivolga a un medico il quale, oltre a eliminare le “perla”, potrebbe anche suggerirle di assumere lecitina di soia come integratore perché a volte può essere d’aiuto per prevenire ricadute. Infine, le suggerisco di far valutare a qualcuno di esperto (ostetrica o puericultrice) se il suo bambino si attacca al seno correttamento. Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Perdite di sangue in allattamento a 45 giorni dal parto

09/10/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Quando il bambino succhia, l'utero si contrae favorendo l'espulsione di piccole perdite di sangue eventualmente ancora presenti nell'utero.   »

Lattante di 6 mesi che mangia poco

12/09/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Se dalle indagini effettuate non risulta nulla di preoccupante, per incentivare una lattante di sei mesi con scarso appetito a mangiare di più si può iniziare a sostituire le poppate di latte proposte a cena e a merenda con pappe e yogurt.   »

Seno che a volte è molto pieno e a volte no: che fare?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La presenza di latte nelle mammelle è variabile e non preoccupa se in alcuni momenti della giornata sembra essere scarsa: l'unica cosa che conta è che il bambino aumenti comunque di peso regolarmente.   »

Piccolissimo che reclama continuamente il seno

10/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Non stupisce affatto che un lattantino reclami spessissimo la poppata, ma se la mamma è stanca ci sono piccoli trucchi che possono aiutare a ridurre almeno un po' la frequenza delle poppate.   »

Le domande della settimana

La pillola funziona dopo un mese?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione.   »

Dolore addominale post-trauma: e se fossi incinta?

23/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se c'è la possibilità di essere in gravidanza e si è subito un trauma all'addome è consigliabile rivolgersi a un pronto soccorso ostetrico.   »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti