Le perle di latte, più correttamente "vescicole", sono formazioni che possono comparire sul capezzolo a volte porrvocando dolore. Attaccare il bambino alla mammella correttamente può risolverle.
Una domanda di: Melania Ho 27 anni e il 24 settembre 2023 è nato il mio bambino. Sono una gran fan del latte materno e fortunatamente sto allattando. Ho solo un problema a tutti e 2 i seni mi sono comparse quelle che ho trovato su internet dovrebbero essere le perle di latte. Sono dolorose quando il bambino si attacca: una è abbastanza grande l’altra è
ancora piccola ma comunque dolorosa. Come posso fare a farle andare via? In meno di un mese ho già avuto 2 episodi di ingorgo di latte anche quello molto
doloroso ma che fortunatamente sono riuscita a sbloccare da sola. Aspetto con ansia un suo riscontro così da ottimizzare al meglio l’allattamento.
Giovanna Sottini
Salve Melania, mi domandavo se quello che lei chiama ingorgo magari non sia stato un dotto ostruito, un ristagno di latte all’ interno dei dotti galattofori, questi si possono risolvere appunto variando spesso le posizioni dell’a llattamento prestando attenzione a svuotare bene ogni quadrante della mammella.
Mentre quelle “perle di latte” (che è più corretto chiamare “vescicole”) possono insorgere a causa dell’uso del ciuccio che induce il bebè a succhiare dal capezzolo come dalla tettarella di gomma, o in conseguenza al dotto ostruito, oppure se il bambino, a causa di un flusso di latte molto forte (che è un bene!) schiaccia la punta del capezzolo fra le gengive per modularne la portata. In questo modo si creano i piccoli ristagni di latte che si solidificano (rimanendo più o meno morbidi) sul capezzolo. Il problema si può risolvere facilmente attaccando il bambino in modo corretto (deve prendere in bocca non il solo capezzolo ma l’areola). Se il disturbo persiste è però opportuno che lei si rivolga a un medico il quale, oltre a eliminare le “perla”, potrebbe anche suggerirle di assumere lecitina di soia come integratore perché a volte può essere d’aiuto per prevenire ricadute. Infine, le suggerisco di far valutare a qualcuno di esperto (ostetrica o puericultrice) se il suo bambino si attacca al seno correttamento. Cordialmente.
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