Piccolina al campo estivo che piange e non vuole giocare né mangiare

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 14/07/2023 Aggiornato il 12/03/2026

Non stupisce che una bimba che non ha ancora tre anni al campo estivo cerchi continuamente il contatto con le educatrici e non dimostri il desiderio di socializzare con i coetanei: evidentemente la novità la impaurisce e il suo sentimento è amplificato dalla stanchezza accumulata nei mesi del nido.

Una domanda di: Monica
Buongiorno, ho una bambina che a breve compirà 3 anni. Frequenta il nido da quando aveva 8 mesi. Una bambina dal temperamento molto forte, ad alto contatto e diffidente verso le figure adulte che non conosce. Ma molto attiva, vivace e sveglia. Da un mese non frequenta più il nido, da quel momento ha iniziato pian piano ad avere sempre più paura di tutti adulti e bambini, quando andiamo fuori, non si sposta da noi e non va a giocare, mentre prima giocava serena, ora non vuole più stare con gli altri bambini e vuole essere accompagnata da noi per ogni iniziativa. Non esplora, non gioca e dice di avere paura. Ha iniziato da una settimana un Campo estivo, piange e vuole stare attaccata alla maestra, non mangia e durante i pasti non sta seduta ma vuole la mano della figura di riferimento che in quel momento gestisce la mensa. Dice che non vuole gli altri bambini che non le piacciono. Al nido non ha mai manifestato queste difficoltà, e sempre stata serena e spensierata. Nella vita quotidiana la nostra routine è sempre la solita e non sono successi eventi che abbiano potuto condizionarla. Chiedo un vostro parere. Grazie mille.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara signora, mi permetta di essere franca. Il mio parere è che lei abbia un’aspettativa nei confronti di sua figlia che non tiene conto della sua età anagrafica e che, allo stesso tempo, lei viva importanti contraddizioni. Lo si percepisce da come descrive questa piccina, usando termini, come “temperamento molto forte”, “alto contatto”, che mal si addicono a una personcina di neppure tre anni, ma anche affermando che è diffidente, ovvero assume un atteggiamento rispetto all'”alto contatto” (ma forse non ho compreso bene cosa intende con questa definizione). Comunque sia, desidero subito tranquillizzarla, assicurandole che non stupisce che sua figlia al campo estivo cerchi di appoggiarsi a una figura adulta e neppure che abbia paura della nuova situazione, del nuovo ambiente, degli altri bambini: è davvero piccola per questa esperienza, è appena uscita dal nido, non ha neppure iniziato la scuola materna, evidentemente non è pronta per affrontare la nuova circostanza e lo sta dimostrando in maniera molto eloquente. Sono convinta che occorra ricominciare a guardare i bambini, tutti i bambini quindi anche la sua, per quello che sono: bambini! Sua figlia non ha neppure tre anni, mi viene spontaneo ripeterglielo perché ho la sensazione che a lei sfugga quanto ancora sia piccolina, quanto ancora abbia bisogno di accudimento e di sentirsi protetta, anche attraverso il contatto fisico con una figura adulta. L’ambiente del campo estivo probabilmente la spaventa, non si sente sicura (per ragioni che non è difficile immaginare, siamo intimoriti noi grandi dalle novità e alla fine dell’anno lavorativo anche noi siamo molto stanchi, concediamo di esserlo anche ai bambini) ed è per questo che ha perso la voglia di giocare con gli altri e perfino di mangiare. Il suo sentire va rispettato, la sua richiesta di protezione, accudimento, coccole va accolta e assecondata, il momento critico passerà di sicuro, non c’è niente in questa piccolina che non va. Il problema è solo che viene forzata a fare quello per cui non è ancora pronta. Non ha neppure tre anni, scusi se lo ripeto ancora ma l’età di questa bambina mi sembra il dato più importante in assoluto e la chiave grazie a cui interpretare il suo attuale (e transitorio!) disagio emotivo. Mi scriva ancora se lo desidera. Cari saluti.

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