Più che "quanto" latte un bambino assume è importante che il suo aumento di peso avvenga in maniera costante e sia in armonia con gli altri parametri di crescita (altezza e circonferenza cranica).
Una domanda di: Demetrio Caro dottore, sono disperato il mio bimbo di tre mesi e mezzo mangia a malapena 100ml di latte. Oggi ha mangiato sempre 80ml ogni tre ore, a volte ogni 4 ore, ma sempre così poco mangia, cosa mi consiglia di fare? Quando aveva un mese di vita mangiava 90 ml adesso dovrebbe costantemente assumerne 150. Aspetto suoi consigli, grazie.
Pietro Falco
Gentilissimo papà Demetrio, per quanto riguarda l’allattamento certamente è importante la quantità di latte ad ogni poppata ma ancora più di questo è l’aumento di peso del bambino, che deve essere costante. Si deve inoltre valutare la curva di crescita del bambino e quindi i percentili relativi a peso, altezza e circonferenza cranica. Se il suo pediatra le conferma che tali valori rientrano nella norma, allora direi che può stare tranquillo. In caso contrario sarà stesso il pediatra a consigliarle una serie di esami e controlli da fare.
Con cordialità, a disposizione.
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Se dalle indagini effettuate non risulta nulla di preoccupante, per incentivare una lattante di sei mesi con scarso appetito a mangiare di più si può iniziare a sostituire le poppate di latte proposte a cena e a merenda con pappe e yogurt. »
A fronte della mancanza di appetito di un lattante può essere opportuno effettuare le analisi delle urine. Se dall'esame dovesse emergere un'infezione si può pensare che l'inappetenza sia dovuta a questa. »
Un bambino che, pur alimentandosi poco è vivace, allegro, reattivo non desta particolari preoccupazioni. Se invece appare mogio, abbattuto, non sorride, è lamentoso è opportuno parlarne con il pediatra curante. »
Se la crescita non subisce arresti e il bambino è reattivo, allegro, appare in ottima salute, non ci si deve preoccupare se assume meno latte di quanto ci si aspetterebbe. »
Quando un bambino di appena quattro mesi rifiuta il latte, occorre una valutazione accurata da parte del pediatra di famiglia, al quale spetta formulare una prima ipotesi diagnostica per poi approfondire. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »