Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita.
Una domanda di: Roberta Mia figlia ha appena compiuto sei settimane, già da circa un paio di settimane segue le immagini in bianco e nero con lo sguardo. Solo che ancora non aggancia il nostro sguardo, non è interessata ai nostri occhi, sembra interessata a ciò che sta intorno al nostro viso e oltretutto non sorride. Se la mettiamo davanti a noi, la chiamiamo o le sorridiamo lei guarda di lato. Siamo un po’ preoccupati, perché sua sorella alla sua età già lo faceva. Grazie.
Angela Raimo
Cara mamma,
io capisco che si stia vivendo in un'epoca buia dominata dalla paura che il proprio bambino o la propria bambina siano colpiti da un disturbo dello spettro autistico, però, mi creda, a sei settimane di vita è davvero un po' troppo presto per preoccuparsi del fatto che una lattante "non agganci lo sguardo" né sorrida. Dia un po' di tempo a questa piccina, le permetta di mangiare e dormire senza pretendere altro e, solo se intorno ai tre-quattro mesi di vita non avesse ancora raggiunto il controllo della testina e non dovesse sorridere a lei, al papà e a chiunque altro si prende cura di lei, sottoponga il suo dubbio all'attenzione del pediatra che ha modo di visitare sua figlia e di valutarne il comportamento con attenzione. Adesso comunque è prestissimo. Lei in ogni caso deve tenere presente che una diagnosi delicata come lo è quella che riguarda una grave compromissione del neurosviluppo non può certo essere formulata a distanza, sulla base di poche informazioni e senza vedere la bambina, che oltretutto è una neonata. In linea di massima, io sono propensa a ritenere che le mamme abbiano un'antenna speciale grazie a cui captano segnali di malattia prima che si manifestino in modo vistoso, quindi non sottovaluto la sua preoccupazione, ma allo stesso tempo ritengo che la tendenza attuale sia quella di nutrire troppe aspettative nei confronti di quello che deve fare un neonato. Mi spiego meglio su quest'ultimo punto: è fondamentale e soprattutto saggio non dare spazio alle paure che nel bambino ci sia qualcosa che non va, se è ancora troppo piccolo per poter soddisfare quello che ci si attende da lui. Il consiglio è anche quello di non fare troppi paragoni con i fratellini, tenendo sempre in mente che ogni bambino ha il proprio "giusto momento" che è personalissimo, quindi non uguale per tutti. Attenda, dunque, di vedere cosa succede e se questa piccina inizia a interagire con voi, ma ripeto, le dia tempo, non abbia fretta. Se non accadesse, si confronti con il suo pediatra. Mi tenga aggiornata, se desidera. Cari saluti.
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