Il sapore e la consistenza di un nuovo tipo di latte possono non essere accettati subito di buon grado dal neonato ed è per questo che è consigliabile che il cambiamento avvenga con gradualità, iniziando con una sola poppata.
Una domanda di: Vanessa Salve, la mia bambina è nata di 7 mesi: dopo un mese in ospedale ora è finalmente a casa, noi abbiamo continuato a darle il latte per prematuri fino a ieri il formulat pre1 e andava benissimo: la bimba pesa 2820 g. Da stanotte i dottori dell’ospedale dove era ricoverata mi hanno cambiato il latte con hipp comfort e mentre prima mangiava 90 g ora non riesce a mangiarlo tutto: è normale? Cioè, quanto ci vuole perché si abitui al nuovo latte? Ed è un problema se non mangia ogni 3 ore o deve per forza mangiare ogni 3 ore?
Claudio Migliori
Gentile signora, in un lattante il cambio della tipologia di alimento è spesso complicato da qualche intoppo, almeno per la fase iniziale. Ciò è dovuto all’abitudine al sapore del primo latte utilizzato, sviluppata dal bimbo (dalla bimba) nel corso del tempo. Il gusto, la consistenza (ovvero la densità) e l’odore del nuovo alimento possono risultare spiazzanti facendo apparire “inappetente” un lattante che fino al giorno prima si nutriva senza alcuna difficoltà. È per tale motivo che, spesso, il cambio viene effettuato gradualmente, ovvero sostituendo dapprima un solo pasto al giorno, poi due, e così via. Il tempo necessario per il bimbo affinché si abitui al nuovo gusto è variabile e non prevedibile. Talvolta può essere anche necessario effettuare vari tentativi, cambiando diverse marche di latte (pur restando nella tipologia suggerita di medici) fino ad incontrare quella più gradita al palato del bambino. Infine la “questione tempo”. Mangiare ogni 3 ore, ovvero 8 pasti al giorno non è obbligatorio, soprattutto se la quantità giornaliera di latte (sommando tutte le poppate) permette una crescita adeguata e soddisfacente. Se la sua bambina dorme e salta una poppata, la quantità non assunta andrà distribuita sui restanti pasti. Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
I latti vegetali, quelli che si trovano negli scaffali del supermercato, a base per esempio di avena o soia o cocco, hanno composizione e calorie non in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, quindi non vanno bene per i bambini piccoli. »
La frequenza delle scariche in un lattante non è automaticamente un segnale preoccupante. Se il ritmo di crescita non diminuisce e il bambino è vivace, reattivo e non dà segni di malessere è probabile che non ci sia nulla che non va. »
Le colichette sono più o meno presenti in tutti i lattanti a partire dalle tre-quattro settimane di vita, poi tendono a scomparire spontaneamente dopo i tre-quattro mesi di vita. Le manifestazioni che le caratterizzano non sono preoccupanti e non richiedono alcun tipo di intervento. »
Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto. »
Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico. »