La stipsi nel neonato è una condizione non significativa dal punto di vista medico, quindi non richiede esami o l'impiego di medicine particolari. Per favorire l'evacuazione si possono usare microclismi al miele specifici per l’età,
Una domanda di: Una lettrice La mia bimba di 1 mese soffre di stitichezza, sta prendendo Novalac As e le goccine di cliacol al bisogno però ha sempre problemi di stitichezza e siamo dovuti ricorrere al clistere perché altrimenti la notte non dorme bene. Il latte è buono? E anche le goccine? Faccio allattamento al seno e aggiunta artificiale perché solo con il seno purtroppo non si sazia. Uso acqua per lattanti (facendola bollire) e Reuflor gocce. Come posso aiutarla per fare la cacca? Persino i massaggi non funzionano. Oggi ho sentito la pediatra per il problema della cacca di mia figlia e mi ha detto di continuare ancora per una settimana. Dato che per il latte uso l’acqua Fontenoce per lattanti mi ha detto semplicemente di riscaldare e non di farla bollire, è giusto secondo lei? Inoltre la bimba mi dorme un po’ poco a causa di questo problema della cacca: è normale? Cioè si sveglia ogni ora e mezza massimo 2 e poi vuole mangiare.
Leo Venturelli
Cara signora, la stipsi nel neonato, come sembra dalla sua lettera, è una condizione parafisiologica, cioè considerata non grave e non necessitante di esami o di medicine particolari. In genere si cerca di favorire l’evacuazione mediante l’uso di miele in microclismi specifici per l’età, latti speciali, come quello che lei sta usando, probiotici. Anche i massaggi circolari al pancino e il cercare di creare una spinta, premendo le cosce sul pancino sono modi di aiuto quando una piccolina dà segnali di “spinta inefficace”, con tendenza al pianto. Non è necessario far bollire l’acqua di diluizione, basta portarla a temperatura di 70° quando si aggiunge la polvere di latte. Non conviene invece dar da mangiare troppo frequentemente alla piccola: meglio farla arrivare ad almeno 3 ore tra un pasto e l’altro, dando da bere sorsi di acqua se è troppo presto per la poppata: a volte è proprio il fatto di aumentare la frequenza dei pasti e quindi il carico alimentare a creare problemi digestivi. In genere a 1 mese la maggioranza dei piccoli assume 6-7 pasti di circa 110-120 gr di latte nell’arco delle 24 ore. Quindi quando si sveglia di notte dopo un’ora-un’ora e trenta dalla poppata precedente cerchi di consolarla cullandola ed eventualmente offrendole poca acqua, cercando di prolungare l’intervallo tra l’ultima poppata e quella successiva. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Un'alimentazione adeguata e l'impiego costante del macrogol a volte risolvono la stitichezza del lattante, tuttavia se la situazione tende comunque a peggiorare è consigliabile approfondire. »
Se un latte determina particolari problemi è opportuno provare a cambiarlo per un periodo di almeno 10 giorni, per avere la possibilità di capire se va bene per il bebè. »
A prescindere dal tipo di latte, il problema delle coliche e anche della stipsi (che nei primi mesi vera stipsi non è) è destinato a risolversi con il trascorrere delle settimane. »
Nel caso in cui per risolvere un problema dovuto al piercing sia sufficiente medicare il lobo dell'orecchio e, quindi, ricorrere solo a cure locali, non ci sono problemi per la gravidanza. »
Durante l'allattamento, anche esclusivo, possono sia ritornare le mestruazioni sia verificarsi episodi di spotting (lievi sanguinamenti occasionali). »
Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare. »
Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche. »
Le IgM negative ci dicono che la toxoplasmosi non è in atto né è stata sviluppata di recente. Le IgG positive segnalano che si è immuni nei confronti dell'infezione. »