Piccolissimo che non segue gli oggetti con lo sguardo: è preoccupante?

Dottoressa Angela Raimo A cura di Dottoressa Angela Raimo Pubblicato il 17/04/2023 Aggiornato il 17/04/2023

Per la propria serenità, è importante non nutrire esagerate aspettative rispetto a "cosa può fare" un lattante che non ha neppure compiuto due mesi. Solo se crescendo il bambino dovesse manifestare anomalie del comportamento, sarà opportuno consultare uno specialista.

Una domanda di: Costanza
Salve ho un bambino di un mese e mezzo che ancora non segue con lo sguardo tipo gli oggetti o semplicemente la mia mano se passata davanti al viso e agli occhi. Mi dovrei preoccupare? Grazie.
Angela Raimo
Angela Raimo

Gentile signora, è chiaro che quello che lei teme, nel momento in cui domanda se si deve preoccupare del fatto che suo figlio “ancora non segue con lo sguardo gli oggetti o la sua mano”, è un disturbo dello spettro autistico. Le dico subito che anche se fosse, cioè anche nell’eventualità in cui questo bambino fosse realmente interessato dal disturbo, sarebbe troppo presto per poter fare diagnosi. Di solito, infatti, i primi segnali, che comunque vanno valutati con estrema prudenza e sempre e solo dal neuropsichiatra infantile (a cui spetta la diagnosi definitiva), non compaiono prima dei sei-otto mesi. Più di preciso, è possibile accorgersi che qualcosa non va, ripeto con estrema cautela, non prima di quando sia ragionevole attendersi che il bambino sia nelle condizioni di poter interagire con il mondo esterno. A questo punto non saprei che altro dirle se non di acquisire la consapevolezza che suo figlio è ancora piccolissimo e che quindi è una scelta di semplice buon senso cercare di ridimensionare le proprie aspettative circa quello che può o non può fare. Non mi è chiaro infatti che cosa si attenda esattamente da lui, tuttavia mi sento di consigliarle di non sottoporlo a “prove” particolari con l’obiettivo di escludere o confermare il suo sospetto, ma piuttosto di godersi la straordinaria età del suo piccino che passa in un soffio e può lasciare il rimpianto di non averla vissuta con serenità e gioia. In ogni caso, quando porterà il suo bambino al controllo dal pediatra di famiglia parli anche con lui del suo dubbio, perché è a lui che eventualmente spetta suggerire di sentire il parere di un neuropsichiatra infantile. Con cordialità.

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