Piccolissimo che piange perché vuole stare in braccio

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 20/09/2022 Aggiornato il 26/09/2022

Non stupisce affatto che un bimbo di neppure due mesi smetta di piangere solo quando viene preso in braccio dalla madre. Spetta a quest'ultima trasmettergli l'affettuoso, rassicurante messaggio di esserci per lui sempre e comunque, anche quando è nella culla.

Una domanda di: Francesca
Il mio bambino di 1 mese e mezzo, piange sempre tutto il giorno, però quando lo prendo in braccio si calma. Mettendolo nella culla, ovetto, sdraietta, letto, divano piange sempre. Se si addormenta dorme solo per 30 minuti. Non ha problemi di colichette, solo all’inizio ora sono molto diminuiti. La cacca la fa regolarmente. Per il latte sembra che non ha problemi. La mia pediatra mi ha detto che quando piange di dargli la tachipirina gocce. Nella mia ignoranza la tachipirina non è per i dolori? Perché se aveva dolori non stava neanche in braccio. Le mie giornate sono con lui in braccio.

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Gentile signora, tutti i piccoli desiderano passare il più tempo possibile con la loro mamma, possibmente tra le sue braccia: è normalissimo che sia così e qui stiamo parlando di un piccino che non ha ancora due mesi. Ma spetta poi alla madre riuscire a comunicare affetto e vicinanza e coccole anche mettendo il bambino in una sdraietta e ponendosi davanti a lui, viso a viso a 20-30 cm e parlargli e accarezzarlo. Sta alla mamma trovare il modo di trasmettere il messaggio: io ci sono sempre, anche se ti metto giù, anche se mi allontano un attimo e creda, anche lei a breve troverà questo modo, seguendo il suo istinto. Davanti al pianto, escluse cause fisiche (fame, digestiine difficile, evacuazione, colichette che, in genere, a un mese e mezzo non si sono ancora risolte) l’imperativo categorico è “consolare”. Il pianto dei piccolissimi è sempre, infatti, una richiesta di aiuto che non deve essere mai lasciata inascoltata. Se fosse in estrema difficoltà, nulla le vieta di farsi sostenere da qualcuno (il papà del bambino, una nonna, una zia, un’amica), di farsi aiutare a intrattenere il suo bambino. Tenderei a non somministrare farmaci, se il piccolo risulta consolabile e non ha problemi fisici (che è il pediatra che deve escludere attraverso un controllo “in presenza”). Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti