Può essere difficile scoprire perché un bambino allattato artificialmente ha problemi con la poppata, ma il pediatra curante procedendo per esclusione può arrivare a comprenderlo.
Una domanda di: Corrada Ho un bimbo di 1 mese e 20 giorni. Fin dall’inizio ho avuto problemi al momento della poppata. Ho girato un bel po’ di pediatri e ho cambiato tanti tipi di latte, fino al punto che ora siamo a quello senza lattosio ovvero latte di soia. Ma va bene i primi due giorni e dopo siamo al punto e a capo. Questo è uno dei video che ho fatto durante le poppate. Da precisare che ora ne mangia meno di quanto dovrebbe.
Le allego qualche video.
Leo Venturelli
Gentile signora,
premetto che non ha allegato alcun video: forse ha incontrato difficoltà con la posta elettronica, ma tant’è. In ogni caso, anche se fossero arrivate le immagini, quanto mi riferisce è davvero troppo poco per permettermi di formulare anche solo un’ipotesi. Che fa il bambino durante la poppata? Si agita? Vomita a getto? Rigurgita? Si addormenta a metà? Piange disperato? Ha le coliche? Non vuole prendere la tettarella in bocca? Si lamenta subito dopo? Per quale ragione avete fatto tutti questi cambi di latte fino ad arrivare a quelo di soia? Al di là di questo, sta crescendo comunque a un ritmo soddisfacente, cioè almeno 125 grammi a settimana ed è cresciuto almeno 600 grammi nel primo mese di vita? Si scarica regolarmente? Il suo sonno com’è? Agistato oppure tranquillo? Il suo pianto è vigoroso o lamentoso? E alla nascita quanto pesava? E’ nato a termine o prima? Come vede, solo un’accurata anamnesi, cioè una raccolta di informazioni particolareggiate può aiutare a darle qualche suggerimento attraverso un messaggio. Poi naturalmente è necessaria anche la visita. Il mio consiglio è senz’altro quello di ritornare dal suo pediatra curante per un controllo. Se lo desidera, mi scriva ancora con le risposte alle tante domande che le ho posto. Tenga presnete, comunque, che non potrò mai sostituirmi al parere del collega che ha modo di vedere il bambino e di visitarlo. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Un bambino già svezzato, può tranquillamente affrontare qualche giorno di distacco dalla mamma, rimanendo con un papà in grado di gestirlo al meglio. Per mantenere attiva la produzione del latte nei giorni di lontananza è consigliabile estrarlo manualmente. »
La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni. »
Se dalle indagini effettuate non risulta nulla di preoccupante, per incentivare una lattante di sei mesi con scarso appetito a mangiare di più si può iniziare a sostituire le poppate di latte proposte a cena e a merenda con pappe e yogurt. »
La presenza di latte nelle mammelle è variabile e non preoccupa se in alcuni momenti della giornata sembra essere scarsa: l'unica cosa che conta è che il bambino aumenti comunque di peso regolarmente. »
Nel caso in cui per risolvere un problema dovuto al piercing sia sufficiente medicare il lobo dell'orecchio e, quindi, ricorrere solo a cure locali, non ci sono problemi per la gravidanza. »
Durante l'allattamento, anche esclusivo, possono sia ritornare le mestruazioni sia verificarsi episodi di spotting (lievi sanguinamenti occasionali). »
Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare. »
La sicurezza degli alimenti dipende dalla loro provenienza, dalla loro qualità e dal modo in cui vengono conservati. In generale, meglio evitare i cibi venduti sfusi. »