pillola dei 5 giorni dopo: “sballa il ciclo”?

Dottor Bruno Mozzanega A cura di Dottor Bruno Mozzanega Pubblicato il 04/05/2022 Aggiornato il 04/05/2022

L'assunzione del principio attivo ulipristal (ellaOne) può determinare irregolarità mestruali successivamente all'assunzione.

Una domanda di: Alessandra
Il 29 gennaio ho avuto un rapporto non protetto, il 30 gennaio ho preso la pillola del giorno dopo. La mestruazione è arrivata il 5 febbraio, con una settimana di anticipo perché di solito mi viene dopo un mese e una settimana. Terminata il 9 febbraio e da quel momento non mi è più tornata, saltando il mese di marzo e aprile. Ho fatto un test che è risultato negativo circa due settimane fa, ma sono molto in ansia perché le mestruazioni non arrivano e ho paura di essere incinta. So che la pillola d’emergenza dà irregolarità mestruale, ma mi chiedo comunque se sia normale tutto ciò. Come devo comportarmi? Sono molto in ansia, ho 20 anni.
Bruno Mozzanega
Bruno Mozzanega

Premesso che ellaOne non è un farmaco che inibisce l’ovulazione se non nei primi giorni fertili, i meno fertili dei cinque, dai calcoli approssimativi sui dati del suo ciclo sembrerebbe che lei l’abbia assunta il giorno dopo l’ovulazione.
Assunto in quei giorni il farmaco altera l’endometrio e impedisce che il figlio, se concepito ovviamente, possa annidarsi.
Queste alterazioni endometriali possono protrarsi anche per due mesi (è in uno studio dello scorso settembre).
I recettori del progesterone, però, sono praticamente in tutti gli organi del corpo, compresa l’area del cervello che regola il ciclo, ed ellaOne li blocca dovunque si trovino. L’unico tessuto che se ne libera è l’endometrio, nel quale si legano allo strato funzionale, quello che viene espulso e ricostruito ogni mese . Negli altri tessuti si accumula e i suoi effetti, colpevolmente a mio avviso, non sono stati studiati.
È noto che ulipristal, il principio attivo, si accumula principalmente nel fegato con effetti tossici che hanno portato a trapianto (è successo col farmaco Esmya), ma alle donne non viene detto e neppure ai medici.
Tornando a Lei, la spiegazione non c’è ma che la causa sia il farmaco sembra evidente, data la stretta connessione degli eventi.
Valutare il ciclo attraverso dosaggi ormonali settimanali ed eventualmente assumere progesterone, se indicato, per indurre il flusso potrebbe aiutare. Escluderei la possibilità di una gravidanza in atto. Con cordialità.

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