Il contraccettivo d'emergenza ulipristal acetato ha un'emivita brevissima, quindi un bambino di 10 mesi che viene allattato dopo 20 ore dalla sua assunzione non viene esposto ad alcun rischio.
Una domanda di: Roberta Buongiorno Dottoressa,
sono molto preoccupata in quanto ho dovuto prendere la pillola del giorno dopo Evante. Di conseguenza sono riuscita a dare al mio bambino il latte artificiale, ma dopo quasi 20 ore di agonia gli ho dato una poppata in quanto il neonato (10 mesi) è abituato ad addormentarsi esclusivamente con il seno. Ho sbagliato? Posso continuare a darlo o non devo farlo più? Precedentemente alla poppata aveva anche vomitato il latte artificiale. Grazie.
Antonella Di Stefano
Carissima mamma,
il farmaco da lei assunto, Evante, contiene come principio attivo un ormone progestinico: 30 mg di ulipristal acetato. L'emivita del farmaco è di appena 1-2 ore ed il suo trasferimento nel latte è molto scarso: circa l'1 per mille della concentrazione plasmatica della mamma. Quindi è alquanto difficile che si possano manifestare effetti tossici sul bambino allattato al seno dopo 20 ore dall’assunzione. Inoltre, mi permetto di affermare che a 10 mesi non è un “neonato” (un neonato è il bambino nel primo mese di vita) e che quindi ritengo che la sua alimentazione non sia esclusivamente lattea ma che sia già iniziata l'introduzione complementare (svezzamento). Aggiungo inoltre che, in atto, le uniche evidenze scientifiche recenti mettono in evidenza come unico vero problema sia l’effetto inibitorio sulla lattazione che il progestinico ha, quindi potrebbe riscontrare una transitoria riduzione della produzione di latte. Sempre a sua disposizione.
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