Placenta bassa e distacco in 14^ settimana: si risolverà?

A cura di Floriana Carbone - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 22/10/2025 Aggiornato il 25/02/2026

Seguire con attenzione le prescrizioni mediche è di fondamentale importanza per assicurarsi un'evoluzione favorevole della gravidanza, nonostante inizialmente non tutto proceda per il meglio.

Una domanda di: Giorgia
Salve dottoressa, vi scrivo in merito a quanto mi è successo. Nella 14^ settimana di gestazione ho avuto una forte emorragia dove sono stata ricoverata per 3 giorni, mi hanno detto che avevo placenta bassa. Mi hanno dimesso dandomi puntura di progesterone più riposo. Sono tornata dopo una settimana a fare un controllo e la placenta era un po’ risalita solo che si è formato un distacco tra camera gestazionale e utero causando un ematoma, le macchie ora sono scure e a volte ho dolori da ciclo mi è stato consigliato riposo almeno fino alla 20^ settimana più puntura progesterone. Vorrei sapere se questa cosa si può risolvere o no. Grazie anticipatamente.

Floriana Carbone
Floriana Carbone

Gentile lettrice,
la ringrazio per avermi scritto e per aver descritto con precisione la sua situazione. Comprendo pienamente le sue preoccupazioni, ma desidero rassicurarla: condizioni come quella da lei riportata, pur richiedendo attenzione, sono relativamente frequenti nel primo e secondo trimestre di gravidanza e, nella maggior parte dei casi, evolvono favorevolmente se gestite con le opportune cautele. La presenza di placenta bassa — ovvero situata in prossimità dell’orifizio uterino interno (OUI) — è una diagnosi comune nelle prime settimane di gestazione. Con l’avanzare delle settimane e la crescita dell’utero, la placenta tende naturalmente a risalire. Il miglioramento che già è stato osservato nel suo controllo è un segnale positivo. Nella maggior parte dei casi, dopo la 30esima settimana di gravidanza, la placenta potrà essere definita “alta” ovvero normoinserta, se distante almeno 20-25 mm dall’OUI, rendendo possibile il parto vaginale. L’altra causa di perdite ematiche, nel suo caso specifico, è l’ematoma che si è formato tra la camera gestazionale e la parete uterina (definito più precisamente come distacco amniocoriale). Con il riposo e la giusta terapia di supporto (come la somministrazione di progesterone), l’ematoma tende di norma a riassorbirsi progressivamente. È importante che non aumenti di volume e che, col passare delle settimane, mostri segni di “organizzazione”, un processo che indica un'evoluzione verso la guarigione. Condivido il consiglio di proseguire con il riposo (che non significa allettamento!) almeno fino alla 20ª settimana, in quanto lo stress fisico potrebbe innescare qualche contrazione e quindi nuove perdite ematiche. Se le perdite sono scarse e scure, tuttavia, può stare tranquilla in quanto si tratta di sangue “vecchio” e non corrisponde di norma a un aumento dell’ematoma o a un sanguinamento attivo dovuto alla placenta bassa. Mantenere uno stile di vita tranquillo, evitare sforzi e seguire le terapie prescritte sono elementi fondamentali per favorire una buona evoluzione del quadro clinico. Le consiglio di continuare a sottoporsi ai controlli ecografici già programmati, che permetteranno di monitorare attentamente l’andamento della situazione. Con i migliori auguri.

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