Placenta previa marginale: c’è da avere paura?
A cura di Anna Maria Marconi - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 09/08/2022
Aggiornato il 26/03/2026 La placenta previa è una condizione clinica non infrequente che i ginecologi sono abituati a gestire, quindi non si deve avere paura in vista del parto, anche se è vero che richiede attenzione e prudenza.
Una domanda di: Denise
Scusi il disturbo, facendo ricerche su internet, ho visualizzato questa pagina e quindi provo anche io a scriverle. Ho 41 anni, sono incinta 31+4 settimane, mi è stata diagnosticata la placenta previa marginale, la quale un lembo di essa è vicino all’ OUI (orifizio uterino interno). Alla 28 esima settimana ho avuto un’ emorragia, mi è stato somministrato del Tranex e poi due iniezioni di Bentalan come terapia polmonare per il bambino. L’emorragia è cessata e dopo tre giorni mi hanno dimessa. A 31+1 mi sono recata presso l’ospedale dove dovrei partorire per una visita, una dottoressa mi ha spaventata dicendo che la situazione è molto seria, che in caso di emorragia bisogna intervenire d’urgenza, lei avrebbe voluto ricoverarmi il giorno stesso, mentre il primario mi ha detto alla 32 esima settimana, per poi programmare il cesareo a 34 settimane. Queste opinioni discordanti mi hanno messo ansia e terrore. Io tornerò come stabilito lunedì per il ricovero. Ho una grande paura di non farcela che sia rischioso per la mia vita e del bimbo. Mi hanno detto che l’anestesia solitamente viene fatta spinale ma, in caso di emorragia, totale e l’idea della totale mi terrorizza ancora di più, quindi vivo ogni giorno con la paura di un nuovo sanguinamento. Le chiedo gentilmente, sono casi che si risolvono? O rischio veramente la vita? Grazie per la sua attenzione.

Anna Maria Marconi
Gentile signora, la placenta previa marginale dovrebbe essere diagnosticata quando il lembo placentare si trova a due centimetri dall’orifizio uterino interno. In questi casi, la comparsa di contrazioni può far comparire un sanguinamento. Nel suo caso sembra non si sia trattato di un sanguinamento abbondante dal momento che la sola terapia con Tranex lo ha tenuto sotto controllo, permettendo che la dimettessero. Naturalmente la cosa potrebbe ripetersi e da qui la prudenza dei medici che la seguono. E’ vero che se il sanguinamento fosse abbondante e se non si riuscisse a controllarlo, bisognerebbe operare d’urgenza. Il ricovero a quest’epoca è prudenziale: se ci fosse un sanguinamento sarebbe già in ospedale e, nel caso, si potrebbe operare senza ritardi, ma anche darle dei farmaci per posticipare il momento del parto. Per il resto deve stare tranquilla, è vero che si tratta di una situazione che non va trascurata ma la placenta previa è una condizione clinica non infrequente che i ginecologi sono abituati a gestire. Il bambino ha già raggiunto un’epoca gestazionale tranquillizzante e un intervento elettivo ridurrebbe di molto i rischi, compreso quello di non poter effettuare un’anestesia loco regionale. Con cordialità.
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