Placenta previa marginale: c’è speranza che si risolva?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 07/10/2022 Aggiornato il 20/03/2026

È intorno alla 34ma settimana di gravidanza che si viene a sapere con sicurezza se la placenta è posizionata in modo da impedire che il parto avvenga naturalmente.

Una domanda di: Asia
Salve dottoressa! Alla morfologica la mia ginecologa mi ha diagnosticato la placenta previa antero laterale destra che raggiunge l’orifizio uterino interno. Mi disse di non fare sforzi, di non fare lunghi spostamenti in auto e di stare più tranquilla con i movimenti. Io ovviamente ho seguito le sue raccomandazioni però non è servito a nulla dato che al controllo successivo la placenta era sempre lì. Sto vivendo in costante ansia ed ho paura di quello che può succedere. Ora sono a 30 settimane iniziate oggi, secondo lei c’è ancora tempo affinché la placenta si alzi e ritorni al proprio posto? La ringrazio.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, purtroppo non mi ha inviato i referti delle sue ecografie morfologica e della crescita, in modo da poter quantificare la distanza del margine placentare dal suo collo dell’utero. In realtà bisogna dire che a 20 settimane è ancora troppo presto per stabilire che una placenta è previa e si può solamente osservare che è “bassa” rispetto all’imbocco del canale cervicale (denominato anche OUI ossia orifizio uterino interno). In caso quindi di placenta “bassa”, si prospetta un nuovo controllo ecografico verso la 28°/30° settimana di gravidanza per valutare l’effettiva distanza del margine placentare dall’OUI. La distanza di sicurezza per poter partorire per via vaginale è di 25 millimetri. Ora immagino le sembrino molti, ma vedrà che nel tempo la sua placenta farà un po’ di strada e speriamo non sia più nemmeno definibile come “previa” al prossimo controllo ecografico. Stare a riposo è una buona soluzione per evitare che l’utero si contragga e permettere alla placenta di seguire la progressiva distensione dell’utero, così da essere in qualche modo “trascinata” verso l’alto nel corso della gravidanza. Per questo mi sembra strano che lei scriva che il suo riposo non è servito a niente: con ogni probabilità la distanza tra margine placentare e collo dell’utero si è invece ampliata in queste settimane. Mi rincresce davvero che lei stia vivendo tutte queste settimane nell’ansia costante del futuro: questo di sicuro non l’aiuta a godersi la dolce attesa! Noi medici a volte non ci rendiamo conto del peso delle nostre parole e anche le osservazioni più delicate diventano motivo di paura e di tormento. Lei ora è a 30 settimane: mancano ancora due mesi al parto. Presumo che alla prossima ecografia (34 settimane) si deciderà se il suo destino sia il parto per via vaginale o cesarea. Io le auguro di poter partorire naturalmente! Se invece le dovessero prospettare il cesareo, sarà comunque per garantire la sicurezza di madre e neonato. Se ha fiducia in chi la sta seguendo, in entrambi i casi non ha davvero nulla da temere. Spero di esserle stata di aiuto nel mio piccolo, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Placenta previa: può ripresentarsi anche nella seconda gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada.   »

Placenta previa in 28^ settimana: risalirà?

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Che la placenta risalga in 28^ settimana è improbabile, soprattutto dopo due precedenti cesarei.   »

Placenta previa: serve una valutazione del pavimento pelvico?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Se il parto sarà cesareo, perché la placenta è previa, la valutazione del pavimento pelvico è superflua.   »

Placenta previa: si può viaggiare in treno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Patrizia Mattei

Il "permesso" di affrontare un viaggio in treno in caso di placenta previa (e sanguinamento) deve essere accordato dal medico curante, l'unico referente che può parlare con cognizione di causa.   »

Riposo assoluto a 10 settimane per “placenta previa”

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La diagnosi di placenta previa non si può formulare prima della 26^ settimana, ma solitamente si rimanda addirittura a più avanti perché il progressivo aumento di volume dell'utero può trascinare la placenta verso l'alto, spostandola dall'OUI.   »

Le domande della settimana

Mancato accollamento di 3 mm a inizio gravidanza: si può andare in vacanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche.   »

IgG dubbie e IgM negative: ho la toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le IgM negative ci dicono che la toxoplasmosi non è in atto né è stata sviluppata di recente. Le IgG positive segnalano che si è immuni nei confronti dell'infezione.   »

Incinta dopo un solo rapporto: è possibile?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Anche un unico rapporto sessuale, ovviamente se affrontato nel periodo fertile da una coppia senza problemi di infertilità, può determinare l'inizio di una gravidanza.   »

Assorbenti interni: può usarli una ragazzina di 11 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non ci sono controindicazioni mediche all'uso degli assorbenti interni fin dalla prima adolescenza. Va tenuto presente, però, che per applicarli correttamente la ragazzina deve imparare a conoscere bene la propria anatomia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti