PMA: perché l’embrione non si vede ancora?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 16/06/2023 Aggiornato il 12/03/2026

In caso di procreazione medicalmente assistita, dopo il trasferimento di una blastocisti è possibile che si debba aspettare qualche settimana per visualizzare l'embrione e avere la certezza che la gravidanza si sia avviata.

Una domanda di: Antonella
Salve dottoressa buongiorno. Le spiego la situazione anomala in cui mi trovo. Ho fatto il transfer di blastocisti congelata il 27 aprile. Dodici giorni dopo ho fatto le prime beta con risultato positivo per 15 giorni le ho ripetuto spesso sempre con risultati crescenti. Il primo giugno vado a fare ecografia e il dottore del centro mi dice che si è formato tutto…ma il battito non si vede…mi dice di riprovare a fare ecografia tra una settimana/ dieci giorni. E mi dice: di fatto lei ha fatto il transfer da 5 settimane, ipoteticamente dovrebbe essere a sette ma, meglio aspettare qualche giorno prima di fare diagnosi. Io ho ripetuto l’ecografia all’ottavo giorno perché scoraggiata al massimo, quindi mi dico è inutile continuare a prendere farmaci se la mia gravidanza non c’è più. Faccio ecografia dalla mia ginecologa più o meno i parametri sono rimasti uguali alla settimana scorsa con la differenza che questa volta si intravede un leggero sfarfallio molto lieve….e la dottoressa mi ha fatto ripetere le beta il giorno stesso e le dovrò rifare tra due giorni…poi valuteremo, mi ha detto. Io ho paura non so cosa pensare e vedo tutto anomalo perché ho già fatto una ICSI con la scorsa gravidanza, dove ho avuto il mio bellissimo bambino, ma alla prima eco e quindi a 5 settimane si vedeva tutto, battito compreso. Mi sapreste dare una spiegazione? Grazie infinite, sono moralmente a pezzi.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, mi perdoni se l’ho fatta attendere per una risposta…ho voluto prendermi del tempo per risponderle come si suol dire in scienza e coscienza.
Le direi di tenere saldo in mente il detto che ogni gravidanza è a sé, quindi non fermiamoci solo a pensare che l’altra volta si è visto subito il battito e questa volta invece ha dovuto attendere un controllo ecografico successivo. L’altra volta aveva fatto una ICSI e questa volta si tratta di una blastocisti congelata…quindi la situazione è ancora più in bilico come credo le abbiano preventivato i miei colleghi. Vale però sempre la pena di “fare il tifo” per il piccolo ospite di cui ha visualizzato il battito all’ecografia, non crede?
Lui/lei ce la sta mettendo tutta per essere all’altezza dei desideri dei suoi genitori e chissà, anche del fratellino. Come le hanno giustamente detto i colleghi “meglio aspettare prima di fare diagnosi”. A volte si rischia di essere troppo disfattisti di fronte alla gravidanza iniziale. Occorre tempo (e pazienza!) perché la situazione si chiarisca.
Immagino che sottoporsi ad esami del sangue ripetuti e terapie farmacologiche impegnative non sia una passeggiata…noi donne abbiamo questo “carico” da portare e a volte ci pesa particolarmente.
Proviamo ad immaginare per un attimo se fosse toccato in sorte ai nostri mariti e…forse ci tornerà il buonumore!
Le sono vicina, comunque vadano le cose lei sta combattendo per una battaglia preziosa: dare la vita ai figli è il regalo più bello che si possa fare prima di tutto a se stesse, poi ai propri mariti e per finire…ai figli stessi!
Spero di averla rincuorata, cordialmente.

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