Quando inizia lo svezzamento non si deve avere troppa fretta di eliminare la poppata (o le poppate) notturna: a mano a mano che il bambino si adatterà al cambiamento probabilmente non la (non le) reclamerà più.
Una domanda di: Simona Salve, mio figlio ha appena compiuto 6 mesi e la notte spesso reclama due biberon di latte artificiale. Diciamo che la quantità la sceglie lui in base al bisogno (max 210 grammi). Ho letto che le “poppate” notturne ad un certo punto andrebbero eliminate e sostituite con dell’acqua per dargli la sensazione di mangiare qualcosa. Abbiamo provato con la camomilla per capire, ma lui ha proprio fame e si dispera se non si dà il latte. Durante la giornata mangia ancora ogni 4/5 ore e lo svezzamento è appena iniziato, la frutta la divora mentre la pappa (pranzo) ne mangia giusto un piattino raso, se gli piace. Quand’è che è necessario, o obbligatorio per il suo benessere togliere le poppate notturne. Come posso fare, calcolando che lui dorme già dalle 20/21 di sera? Dovrei svegliarlo intorno alle 23 per dargli la famosa ultima poppata? Grazie mille.
Leo Venturelli
Gentile signora,
da quello che descrive ipotizzo che il suo bambino richieda il biberon semplicemente perché ha fame. Probabilmente si deve abituare alle pappe, a mangiarne una quantità adeguata al suo appetito, ma la invito a non avere fretta per questo: ci arriverà con il passare dei giorni, è davvero solo una questione di tempo (poco, a mio avviso). Per la notte potrebbe provare a fare quello che ha pensato: dare il latte verso le 24 e vedere se poi tira dritto fino al mattino, anche se svegliarlo apposta potrebbe innervosirlo. In generale, è sempre bene non fare forzature, visto che siamo nel periodo di cambi alimentari. Anche se dovesse continuare ancora per un po’ a mangiare di notte, non corre alcun rischio. Credo che nel momento in cui mangerà una quantità maggiore di pappa alla sera, anche di notte dormirà più a lungo. Ripeto, senza ansia e senza fretta, visto oltretutto che questo piccino ha appena compiuto sei mesi. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se allattare diventa per la mamma fonte di stanchezza, tensione, frustrazione è giusto trovare delle alternative. Il papà e altre figure accudenti possono all'inizio sostituirsi alla mamma nel momento in cui il bimbo reclama il seno. »
Le crisi di rabbia, le intemperanze, i capricci di un bambino esprimono la sua frustrazione per non riuscire a ottenere quello che vorrebbe. Ma quando il "no" è giusto, come lo è quello di smettere di allattare se, per qualunque ragione, non si vuole/può più farlo, è bene rimanere fermi nel mantenerlo.... »
A 18 mesi il bimbo reclama il seno materno in quanto "coccola": se la mamma non ce la fa più di essere svegliata spesso di notte può ricorrere a una strategia drastica, senza temere che smettere l'allattamento abbia ripercussioni. »
I farmaci utilizzati per indurre l'interruzione volontaria della gravidanza (IVG) passano nel latte in quantità così modeste da non rendere necessaria la sospensione dell'allattamento al seno. Questo vale soprattutto se le poppate sono solo due al giorno. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »