Nel caso in cui il tampone rivelasse una positività allo streptococco, al momento del parto viene effettuata una profilassi antibiotica per evitare che il bambino venga contagiato dal batterio durante il passaggio all'esterno.
Una domanda di: Stefania Sono nel panico più totale. Sono risultata positiva allo streptococco rettale, sono alle 35 esima settimana. Le chiedo: si può ripetere l’esame entro quando? Oppure posso iniziare già una profilassi antibiotica? Ringrazio.
Elisa Valmori
Salve signora, cerco di spiegarle tutto per filo e per segno, iniziando con il dirle che non ha senso “essere nel panico più totale”, come penso le abbia detto anche il suo ginecologo in quanto la sua condizione oggi si controlla benissimo. Lo Streptococco Agalactiae (per gli amici STRAGA) o Streptococco Beta Emolitico di Gruppo B (per gli amici SBEB) è un ospite abbastanza frequente dell’intestino e può colonizzare la vagina durante la gravidanza senza che la mamma abbia sintomi di alcun tipo. Purtroppo, se viene trasmesso al bimbo al momento del parto, può causare un’infezione molto seria al neonato che va trattata al più presto con terapia antibiotica endovena per non rischiare che si sviluppi una sepsi vera e propria. Il tampone vagino-rettale si fa a 37 settimane perché siamo ormai a termine di gravidanza. Per i nati prima della 37° settimana, e quindi prematuri, l’antibiotico al neonato è già previsto di routine e quindi non interessa sapere se è presente o meno lo Streptococco nel canale del parto. Se il suo tampone è risultato positivo (poco importa se solo a livello rettale o vaginale), lei è candidata a ricevere una terapia antibiotica in vena durante il travaglio. Si tratta solitamente di penicilline, ossia una classe di antibiotici compatibili sia in gravidanza che in allattamento in quanto agiscono solo sulle cellule batteriche e non su quelle umane. Se lei fosse allergica alle penicilline, si utilizzerebbero invece i macrolidi. A mio avviso, potrebbe essere utile iniziare ad assumere dei fermenti lattici specifici (ad esempio I-Natal bustine 1 al giorno) fino al parto per cercare di colonizzare la vagina con lattobacilli “buoni” e far sì che lo Streptococco non sia veramente presente al momento del parto, anche se la terapia antibiotica andrà comunque effettuata per precauzione. Non ha molto senso effettuare la terapia antibiotica prima del parto, in quanto si è visto che chi colonizza lo Streptococco durante la gravidanza, anche dopo essersi sottoposto a terapia, tende a ripresentarlo nel tempo ed essendo l’infezione asintomatica non c’è modo di evidenziarla se non effettuando il tampone vaginale. Ultimo consiglio, se rompe le acque non aspetti a lungo per andare in ospedale ma vada direttamente in modo da iniziare la profilassi antibiotica. Allo stesso modo, se si mette in travaglio e avverte contrazioni regolari, vada in ospedale perché è utile che lei faccia almeno due dosi di antibiotico (si fanno a distanza di 4 ore) per essere ben protetta, anzi: per proteggere al meglio il suo bambino. Spero di averle spiegato tutto in modo comprensibile, altrimenti sono a disposizione, cordialmente.
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