Positiva all’ureaplasma parvum e l’antibiotico non cambia la situazione
A cura di Francesco De Seta - Professore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 19/03/2024
Aggiornato il 05/03/2026 La presenza dell'ureaplasma non suggerisce automaticamente la necessità di affrontare una cura con antibiotico, visto che questo microorganismo vive normalmente in vagina e solo raramente diventa patogeno.
Una domanda di: Sara
Buongiorno Dottore, volevo chiederle una delucidazione in merito a degli esami che ho effettuato.
La ginecologa mi ha prescritto a inizio gravidanza dei tamponi vaginali/
cervicali, esame urine e urino coltura. I risultati tamponi ed esami urine sono tutti negativi tranne poi una dicitura sul referto dei tamponi dove diceva
– reperto accessorio: POSITIVA LA RICERCA DI DNA DI UREAPLASMA PARVUM (MULTIPLEX REAL-TIME PCR).
Ho portato in visione il referto alla ginecologa che mi ha prescritto terapia antibiotica con zitromax per me e mio marito.
Seguentemente ho rieffettuato i tamponi ed esame urine e urino cultura dopo 2 settimane dalla fine dell’antibiotico e nuovamente è risultato tutto
negativo tranne sempre la stessa dicitura sui tamponi. Secondo lei cosa potrebbe significare?
In attesa di un suo riscontro, cordiali saluti.

Francesco De Seta
Carissima,
purtroppo a tutt’oggi non è ancora chiaro il ruolo di tali microrganismi che vivono normalmente in vagina e solo alcune volte diventano patogeni, ovvero scatenano un’infezione.
Pertanto la sola positività senza alcun sintomo richiede trattamento antibiotico solo in casi selezionati, per esempio quando ci troviamo davanti a un’infertilità che non trova giustificazione, negli aborti ricorrenti, in caso di gravidanze ad alto rischio. Cordialmente.
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