I bambini possono affrontare molte cose senza traumi, se preparati adeguatamente. Vale anche per l'inizio del travaglio della mamma.
Una domanda di: Valentina Gentili psicologi/psichiatri, ho una preoccupazione che vorrei esporvi.
Ho una bambina che attualmente ha 9 mesi e fra 1 o 2 anni al massimo vorrei provare ad avere un secondo figlio. Quello che mi preoccupa è questo: l’ospedale dove andrò a partorire dista 10 minuti da casa mia, ma ovviamente prima dovrò lasciare la mia prima figlia dai nonni, che però abitano a quasi un’ora di distanza. Quindi, quando giungerà il momento di partorire, dovrei prima aspettare i nonni che vengano a casa mia per tenere la prima figlia e successivamente andare in ospedale, per un totale di un’ora e 10 di tempo. Poichè il mio primo parto è stato abbastanza veloce e sapendo che il secondo di solito lo è ancora di più, non me la sentirei di aspettare così tanto, quindi avrei optato per un’altra opzione: vorrei andare in ospedale insieme a mio marito e mia figlia e, una volta fatta l’accettazione al ps, io starei in ospedale lasciando mio marito con mia figlia fuori dall’ospedale, in attesa dell’arrivo dei nonni che, una volta giunti, potranno prendere in carico la bambina, consentendo a mio marito di assistere al parto. La mia paura è che mia figlia possa rimanere traumatizzata nel vedermi soffrire e fare il viaggio fino all’ospedale (chiaramente assisterebbe alla prima parte del travaglio, quella più leggera, e io cercherò di dissimulare il dolore ma non so quanto sarò in grado). Temo che potrebbe rimanere così tanto traumatizzata da non volere fare figli da adulta per paura del parto. La mia è una paura fondata? Come posso fare per non far accadere tutto ciò? È meglio che pensi a soluzioni alternative, come per esempio andare in ospedale da sola in taxi? Grazie mille.
Luisa Vaselli
Gentile signora,
il parto è una normale evoluzione della vita, appartiene alla vita. Un tempo si partoriva a casa e in casa c’era tutta la famiglia. Se tutto ciò avesse prodotto traumi probabilmente le nostre nonne non avrebbero più partorito. Non credo che la sua soluzione arrechi traumi. Quando sarà il momento (e mi sembra di aver capito che trascorreranno alcuni anni) parli a sua figlia spiegando cosa accadrà; ovvero che andrete in ospedale e lì vi raggiungeranno i nonni. Pur piccola che sia ha bisogno di sapere ciò che sta accadendo. Quando i nostri piccoli sono preparati sono in grado di affrontare molte cose di cui spesso non li crediamo capaci.
Viva con serenità la sua futura gravidanza e il momento del parto, la plasticità psichica dei nostri figli è grande.
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