Preoccupata per l’esito della colposcopia

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 01/04/2022 Aggiornato il 27/03/2026

Quando dalla colposcopia emergono alterazioni che possono degenerare in una neoplasia del collo dell'utero, diventa opportuno intensificare i controlli, a partire dal pap test.

Una domanda di: Libera
Salve , ho appena ricevuto l’esito della colposcopia: “trasformazione anormale grado 2, epiteliali bianco ispessito, referti associati Colpite. Sono davvero preoccupata. Ho partorito da 3 mesi e sto allattando, mi sento cadere il mondo addosso.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, capisco la sua preoccupazione di mamma che ha appena partorito e vorrei subito assicurarle che lei sarà curata a dovere in seguito a questa colposcopia e che le rimarrà solo un grande spavento. La prima cosa che dobbiamo chiarire è di cosa stiamo parlando. La colposcopia serve per approfondire e in qualche modo saggiare il tessuto a livello del collo uterino, dopo che il Pap test ci ha messo la pulce nell’orecchio riguardo una possibile malattia neoplastica. Quindi stiamo parlando di un tumore a carico del collo dell’utero. Cosa bisogna sapere di questo tumore? Che è prevenibile la forma invasiva in chi si sottopone regolarmente al pap test, come immagino sia il suo caso. Il Pap test e la colposcopia servono proprio ad arrivare in tempo sulla malattia neoplastica e ad intervenire prima che possa diventare un tumore invasivo. Nel suo caso, potrebbe trattarsi di CIN 2 o CIN3 (lo deve dire la biopsia che presumo le sia stata fatta durante la colposcopia). Magari lei è stata vaccinata per il Papillomavirus? Se no, potrebbe darsi che le propongano di effettuare ora la vaccinazione in quanto utile per addestrare il suo sistema immunitario a riconoscere e neutralizzare il Papillomavirus che altrimenti tende a nascondersi nelle cellule del collo uterino, a sfuggire alla sorveglianza dei nostri globuli bianchi e persino ad integrarsi nel genoma delle nostre cellule! Un dato importante da sottolineare, è che si è visto come queste lesioni denominate CIN (ossia neoplasia cervicale intraepiteliale) possono sia progredire (da 1 a 2 a 3 fino al tumore invasivo) ma anche regredire. Per questo il fatto di sottoporsi alla vaccinazione per Papillomavirus potrebbe risultare utile: ci aspettiamo che nel tempo una lesione classificata magari come CIN2 possa regredire a CIN1 e sparire completamente. Qualora invece stessimo parlando di CIN3, presumo che il trattamento sarebbe più radicale mediante una procedura denominata conizzazione che prevede la sottrazione di un piccolo lembo del collo dell’utero, quello in cui la colposcopia ci mostra che sono in atto delle alterazioni suggestive per neoplasia. In questo periodo le sarà quindi chiesto di sottoporsi più frequentemente al Pap test (magari ogni 4/6 mesi) e solo dopo che avrà avuto 3 volte consecutive un esito negativo, i controlli diventeranno nuovamente annuali. Spero di averle dato delle informazioni utili per non disperarsi senza motivo: vedrà che i colleghi che l’hanno vista in colposcopia sapranno come meglio trattare la colpite (ossia infiammazione della cervice uterina). Nel mio piccolo, mi permetto di osservare che sarebbe importante che lei non fumasse in quanto il fumo facilita la progressione della malattia. Magari aveva già sospeso per via della gravidanza o non era proprio fumatrice. Inoltre, sarebbe importante curare la dieta per avere un sistema immunitario in salute (ad esempio abbondare di frutta e verdura di stagione, limitare i cibi conservati e preferire quelli freschi, bere acqua in abbondanza evitando le bibite e gli alcolici in genere). Spero di averla aiutata e soprattutto rassicurata, resto a disposizione se desidera, cordialmente.

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