Problemi alle tube: che fare?

A cura di Eleonora Porcu - Professoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 22/05/2023 Aggiornato il 22/05/2023

Nel caso in cui le tube non siano in condizioni tali da permettere a una gravidanza di avviarsi, la soluzione può essere il ricorso alla fecondazione in vitro.

Una domanda di: Ale
salve dottoressa, premetto che da circa due anni io e mio marito siamo alla ricerca di una gravidanza. Nel corso dell’ultima visita ginecologica la mia dottoressa mi ha suggerito di eseguire una isterisalpingografia che ho effettuato circa una settimana fa. Le trascrivo di seguito quanto riportato nel referto: “All’esame diretto, scavo pelvico regolare per morfologia ed ampiezza. Presenza di multipli immagini tondeggianti, radio opachi, localizzate in scavo pelvico bilateralmente (fleboliti?). Alla ISG regolare progressione del m.d.c. lungo il canale cervicale con opacizzazione della cavità uterina che appare di volume ridotto, laterodeviato a sinistra. Buona iniezione delle due tube fino alle estremità ampollari con scarso passaggio specie a destra, del contrasto in cavità peritoneale. Costante reflusso del m.d.c. in cavità vaginale”.
Analizzando l’esito dell’esame, la ginecologa mi ha comunicato che la tuba destra è completamente chiusa e quella sinistra quasi del tutto, rendendo pressoché impossibile una gravidanza naturale. Contestualmente mi ha consigliato di eseguire un’isteroscopia allo scopo di analizzare le dimensioni e la morfologia dell’utero per valutare la possibilità o meno che sia in grado di ospitare un embrione (nel corso della visita ci ha già prospettato la possibilità di ricorrere alla fecondazione in vitro). In base alla sua esperienza, la situazione appare anche a lei così drastica così come mi è stata prospettata dalla mia ginecologa? Siccome il referto parla di “scarso passaggio” e non di “chiusura totale” crede sia possibile intervenire sulle tube per consentire un adeguato passaggio al loro interno? In tal caso quale procedura mi consiglierebbe? Il ridotto volume della cavità uterina le appare tale da impedire l’instaurarsi di una gravidanza? Grazie mille in anticipo per la sua disponibilità.

Eleonora Porcu
Eleonora Porcu

Cara signora,
allo stato attuale delle conoscenze, la chirurgia tubarica non offre prospettive di ripresa funzionale tubarica che in realtà prescinde dalla semplice pervietà, non basta cioè che le tube siamo bene aperte per consentire che al loro interno avvenga il concepimento e che il prodotto del concepimento da qui raggiunga l’utero per annidarsi. La procreazione medicalmente assitita in provetta (in vitro) effettuata in laboratorio è certamente consigliabile. È altresì consigliabile eseguire una ecografia in 3D dell’ utero per meglio definire morfologia e dimensioni. Con cordialità.

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