Problemi renali nel feto: può essere “colpa” della vitamina A?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 26/03/2021 Aggiornato il 26/03/2021

Il rischio che il bambino presenti una malformazione è stimato intorno al 3-4 per cento e prescinde dall'assunzione di farmaci.

Una domanda di: Laura
Buongiorno dottoressa,
sono incinta ormai a 38 settimane di gravidanza.
Alla morfologica è stata riscontrata ectopia renale destra e agenesia renale
di sinistra al bambino.
Le volevo chiedere se alcuni farmaci assunti possano essere la causa di
questi problemi.
Prima di scoprire il test di gravidanza positivo assumevo un multivitaminico generico da banco
che conteneva vitamina a in quantità 800 Rae (800 microgrammi), e mettevo
sulla pelle hydrossipinacolone un estere dell’acido retinoico mi
pare. Appena scoperto di essere incinta ho interrotto tutto. Quindi penso di
essere stata circa a 15-16 giorni. Ho letto qualche cosa del periodo tutto o niente. Ma sono preoccupata per la
lunga emivita della vitamina A, considerando che la stavo assumendo da circa
2 mesi. Purtroppo non sapevo della pericolosità di questa vitamina
altrimenti non l’avrei assunta.
Poi alla 10ma settimana di gravidanza (circa 10+3) ho eseguito una visita
oculistica con controllo del fondo dell’occhio.
Avevo chiesto al mio oculista se potessero esserci problemi essendo ancora
nelle prime fasi della gravidanza ma lui mi ha risposto di no.
Non sto mettendo in dubbio l’operato del mio medico ma vorrei solo conferma
di quello che mi ha detto.
Ha usato la tropicamide, una goccina per occhio.
Non ho chiuso il dotto facendo pressione, perche solo dopo ho appreso che
avrebbe potuto evitare almeno in parte che il farmaco andasse in circolo.
La tropicamide potrebbe aver influito con agenesia/ectopia?
Vorrei solo capire cosa può essere successo.
Ho letto molto in internet ma avere il parere di un esperto mi aiuterebbe
molto.
La ringrazio tantissimo.
Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, capisco la preoccupazione di aver causato lei il difetto del nascituro e mi auguro di poterle essere di aiuto nel chiarire alcuni aspetti importanti della vicenda, nella speranza di alleviare i sensi di colpa che una mamma difficilmente riesce a non avere.
Intanto vorrei premettere che il rischio di avere un bambino con malformazioni è stimato del 3-4% nella popolazione generale (quindi indipendentemente dall’assunzione di farmaci) e questo mi sembra un dato importante da tener presente.
Rispetto all’assunzione di integratori contenenti vitamina A, credo si tratti per definizione di beta-carotene in quanto la vitamina A in forma attiva costituirebbe un farmaco e non un integratore.
In ogni caso, quello che fa la differenza è il dosaggio e a questo proposito ho trovato le indicazioni che seguono: la dose raccomandata quotidianamente (RDA) di vitamina A è di 770 microgrammi (2500 unità internazionali o UI) in gravidanza e di 1300 microgrammi (4300 UI) in allattamento. I limiti superiori di assunzione in donne in gravidanza e allattamento sono addirittura 3000 microgrammi/die (9900 UI).
Per completezza le riporto queste due equivalenze: 1 microgrammo di retinolo=3,3 UI vitamina A=12 microgrammi beta-carotene
1mg vitamina A = 3333 UI vitamina A.
Rispetto all’idrossipinacolone che applicava a livello cutaneo direi questo: gli studi controllati rispetto all’impiego topico di tretinoina (l’idrossipinacolone retinoato è un estere dell’acido retinoico che agisce in maniera analoga alla tretinoina) non evidenziano un aumento di effetti avversi a carico della gravidanza. Tuttavia, dato che esistono dei case reports (ossia dei casi eccezionali riportati nella letteratura scientifica) di difetti congeniti in seguito ad esposizione per via locale a tretinoina, si è soliti evitarne l’impiego durante la gravidanza.
Va detto, poi, che le malformazioni associate ad impiego di retinoidi non interessano solitamente i reni ma le strutture derivate dalla cresta neurale (quindi il sistema nervoso centrale, gli occhi, le orecchie).
Infine, è a mio avviso da escludere che quelle due gocce di tropicamide intraoculari abbiano potuto interferire con la formazione dei reni del suo bimbo. Anche in assenza di compressione del dotto naso-lacrimale, l’assorbimento in circolo del farmaco è da ipotizzarsi in dosi non significative per cui ritengo che l’esposizione del feto a questa sostanza non si sia proprio verificata.
Non esistono ad oggi pubblicazioni scientifiche sui possibili effetti riproduttivi o in allattamento di questo…direi che vale il proverbio: “nessuna nuova, buona nuova”.
A questo punto mi auguro di averla rincuorata il più possibile e anche che lei abbia scelto un punto nascita con una patologia neonatale eccellente, così da iniziare a parlare con i pediatri neonatologi di quali saranno gli step per il suo bambino una volta nato…
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Fimosi dei maschietti: agire con cautela e cognizione di causa è d’obbligo!

04/08/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

Paradossalmente può essere la manovra che a volte si esegue per favorire lo scorrimento del prepuzio sopra il glande a ostacolare la risoluzione spontanea della fimosi, quindi a peggiorarla.  »

Menarca a 10 anni: è preoccupante?

03/08/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

La prima mestruazione a 10 anni non è un fenomeno significativo dal punto di vista medico, mentre lo è il sovrappeso che probabilmente ne ha favorito la comparsa.   »

In ansia per quello che non mangerà alla scuola materna

31/07/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

All'asilo i bambini tendono ad accettare di buon grado pietanze che a casa respingono, per imitare i coetanei. L'ingresso in comunità sotto il profilo dell'alimentazione è spesso provvidenziale.   »

Fai la tua domanda agli specialisti