Problemi con un bimbo di 4 anni

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 15/03/2018 Aggiornato il 15/03/2018

Aggressività, iperattività e altri atteggiamenti di ribellione possono essere la spia di un disagio che è opportuno individuare. La "cura" è rappresentata dalla disponibilità e dalla dolcezza unite a una generosa dose di pazienza.

Una domanda di: Emilia
Ho un bimbo di 4 anni aggressivo, non sta mai fermo, non ha ancora imparato a non usare il pannolino (per la popò) e
tende a menare con le mani…

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma,
il comportamento del suo bambino, l’aggressività, l’iperattività, l’istinto
di picchiare gli altri, può essere senza dubbio espressione di un disagio,
ma io ho informazioni troppo scarse per poter ipotizzare quale. Ha sempre
avuto questa tendenza o rappresenta una novità? E’ cambiato qualcosa di
recente nella vita del bambino? Per esempio, è arrivato un fratellino, oppure
lei ha iniziato a lavorare o è venuta a mancare una figura di riferimento?
In ogni caso, simili atteggiamenti difficili richiedono molta attenzione,
molta pazienza, molta presenza e pochi semplici paletti di fermo
contenimento. Quando il bambino alza le mani bisogna dirgli “no” con decisione,
per poi cercare di distrarlo, proponendogli un gioco o indicandogli qualcosa
da osservare che possa catturare la sua attenzione. In generale, quando
manifesta particolare irrequietezza, lo si può abbracciare e, magari, proporgli
di fare un bagnetto lungo, che gli dia modo di giocare nella vasca (l’acqua
calda ha un buon effetto rilassante). In generale, non si deve fare
l’errore di mostrarsi perennemente risentite o irritate per il suo modo di
fare perché si rischia di peggiorare la situazione. Il rimprovero deve
essere breve e deciso (“Non va bene che tu faccia così. Non farlo), ma mai
provocatorio (“Provaci ancora e vedrai …”) o ricattatorio (“Se fai così non
ti do il biscotto”). Per quanto riguarda il controllo dell’evacuazione,
bisogna armarsi di pazienza, requisito irrinunciabile per raggiungere
l’obiettivo di abituarlo al vasino o, vista l’età, al water (con riduttore e
panchetto sotto i piedi, per assicurargli la stabilità necessaria per farlo
sentire tranquillo). Cerchi di comprendere al volo quando sente lo stimolo
di evacuare, lo accompagni in bagno e lo faccia sedere comodo sul water o sul
vasino, quindi gli faccia compagnia magari leggendogli una storia. Tutto
deve svolgersi all’insegna della serenità. Mi scriva ancora se vuole. Con cordialità.

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