Il progesterone spesso viene prescritto indiscriminatamente a inizio gravidanza mentre altrettanto spesso non ve ne sarebbe necessità. Per tale ragione, se il ginecologo curante è cauto nel suggerirlo, anche in relazione al dosaggio, è saggio dargli ascolto.
Una domanda di: Mariana Durante la scorsa gravidanza, finita precocemente con un aborto per una carenza di progesterone, assumevo due compresse di progeffik da 200 mg al giorno. Ora sono di nuovo incinta e mi sono rivolta anche ad un altro ginecologo, il quale non ritiene opportuno che io prenda progesterone, al max per cautela posso prenderne uno da 200 mg al giorno. A 4 settimane il valore era di 59, a 5 settimane sceso a 36. Sono preoccupata. Come mai, se avevo una carenza tale da farmi prendere un dosaggio da 400 mg, ora posso farne a meno? Ho paura che non sia sufficiente. Quale dei due specialisti ha ragione? Mi chiedevo, se prendessi un dosaggio di progesterone da 400 mg cosa comporterebbe? Il mio corpo assorbirebbe solo la quantità necessaria o meglio non abusarne? Se non produce rischi per il feto io starei più sicura a prenderlo. Grazie per la risposta anticipatamente.
Augusto Enrico Semprini
Cara Mariana, vi è una somministrazione indiscriminata di progesterone nel primo trimestre che ha una scarsa logica funzionale e una deficitaria dimostrazione di efficacia clinica. Quindi sono in linea con le considerazioni del suo curante. Il motivo per cui il progesterone non ha una forte logica è che questo viene prodotto dall’ovaio fino a 8 settimane, poi dalla placenta e questa produzione dipende da quanto il tessuto placentare è sano. Quindi con una somministrazione si copre un deficit teorico del progesterone ma non il problema che lo genera. Valori che lei mi riporta sono ottimi, da 3 a 2 volte quello che la maggior parte dei ginecologici ritiene ottimale nelle settimane di gravidanza in cui si trova. Il progesterone viene prescritto perché è un ormone naturale e si ritiene quindi che non vi possano essere danni da un sovradosaggio. È un’opinione che non condivido perché sono convinto che teorica assenza danno, basso costo e facilità di somministrazione non giustifichino il suo uso indiscriminato. Quindi la gravidanza precedente secondo me si è interrotta per sbilanciamento cromosomico del concepito, come nella maggior parte dei casi e non per deficiti di progesterone e, come le ho detto, la posizione dubitativa del secondo ginecologo che si rassegna a una somministrazione di progesterone più psicologica che clinica mi trova in accordo e mi sembra sia il consiglio da seguire. Non posso essere certo che la gravidanza prosegua bene ma vi sono tutti gli elementi per pensarlo. Cordialmente.
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